SE LO AVESSE FATTO IL GOVERNO CONTE…

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Scuole chiuse e famiglie esasperate.
A quasi 2 settimane dal decreto che ha previsto i congedi Covid e il bonus baby sitter, le misure non sono ancora attive: mancano le circolari dell’Inps. L’istituto sta adattando tutte le procedure amministrative e, soprattutto, informatiche per tracciare le nuove categorie e le varie incompatibilità del nuovo decreto. E le polemiche sulla loro attuazione non si placano con i genitori costretti ad andare in ufficio o spediti a casa in smart working a vigilare sui figli in Dad.
Il 12 marzo, spacchettati dal dl Sostegni, sono stati annunciati in pompa magna il bonus baby sitter (100 euro settimanali destinati a partite Iva, autonomi, lavoratori sanitari, forze dell’ordine) e i congedi parentali Covid (retribuiti al 50% dello stipendio per chi ha figli minori di 14 anni e non retribuiti per chi ha figli tra 14 e 16 anni). Peccato che si tratta di interventi di sostegno limitati, con effetti paradossali.
A poter richiedere il congedo parentale sono, solo i genitori che non possono svolgere la prestazione di lavoro in modalità agile.
Il decreto ha, quindi, sentenziato che i genitori che lavorano a casa in smart working debbano anche occuparsi dei figli under 14 in dad anche se è altrettanto evidente che le due misure, il congedo e il lavoro agile, non possano essere considerate alternative poiché il lavorare da casa rende, comunque, incompatibile la cura e l’assistenza ai figli che studiano a casa, soprattutto se sono piccoli.
I bonus baby sitter coprono a malapena dieci ore di servizio, equivalenti per gran parte dei genitori a una sola giornata lavorativa. A oggi mancano le circolari attuative dell’Inps che dovrebbero regolarne il funzionamento e l’erogazione dei benefici. L’Inps dal canto suo spiega che i genitori che hanno requisiti (chi, quindi, non può fare smart working), possono accedere ai congedi informando il proprio datore di lavoro che poi regolarizzerà la domanda sul portale dell’Inps, con valore retroattivo. Sempre che il datore possa e voglia anticipare il 50% dello stipendio al dipendente.
P. De Rubertis

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