Sfregio Trump a Meloni, tutti con Giorgia: Mattarella chiama la premier, Tajani annulla il viaggio in Usa, centrodestra indignato

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Dopo le farneticanti e offensive dichiarazioni di Donald Trump contro Giorgia Meloni, l’intero arco del centrodestra e i massimi vertici istituzionali si schierano compatti in difesa del presidente del Consiglio. Una solidarietà trasversale e granitica che ribadisce un concetto invalicabile: ad essere offesa non è stata solo la premier, ma il Paese intero. E infatti, non a caso la premier ha replicato ferma: «Io e l’Italia non imploriamo mai».

Sfregio di Trump a Meloni: il centrodestra si ribella e s’indigna

Non per niente, il segnale più alto della vicinanza dello Stato è arrivato direttamente dal Quirinale: il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha voluto chiamare personalmente Giorgia Meloni per esprimerle sostegno. Una mossa istituzionale che ha fatto da preludio alla clamorosa decisione del vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani. Il capo della diplomazia italiana ha infatti annullato la sua missione ufficiale a Miami, dove avrebbe dovuto incontrare il Segretario di Stato Usa Marco Rubio: «Le gravi e offensive parole del presidente Trump nei confronti del presidente del Consiglio offendono tutta l’Italia», ha scandito il titolare della Farnesina.

La Russa: fa pena chi sostiene che Meloni supplichi qualcuno

Tranchant anche il commento del presidente del Senato Ignazio La Russa, che sui social ha postato chiaro e netto: «Le parole del presidente Donald Trump, chiaramente false, sono un evidente tentativo di vendicarsi della premier italiana per il suo non essersi piegata ai voleri del tycoon. Conoscendola molto bene, posso scommettere di mangiare un pollo vivo piuttosto che credere che Giorgia Meloni supplichi qualcuno. Fa pena chi lo sostiene». E non serve davvero aggiungere altro…

Salvini: chi attacca Giorgia Meloni attacca tutti noi

Se non fosse che Matteo Salvini interviene con la schiettezza e la plasticità che contraddistingue la sua comunicazione e che, nel contempo, rilancia (anche attraverso una foto che lo ritrae insieme alla premier) compattezza e solidità dell’alleanza politica e dell’amicizia personale, asserendo: «Chi attacca Giorgia Meloni attacca tutti noi».

Trump-Meloni, da Crosetto a Casellati indignazione e solidarietà per la premier

Ma non è ancora tutto. Perché dalla compagine di governo e dai palazzi della politica si è alzato un coro di fermo sdegno. Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha liquidato la ricostruzione del tycoon definendola una inaccettabile caduta di stile: «Non posso immaginare Giorgia Meloni chiedere una fotografia a nessuno, nemmeno sotto minaccia». Sulla stessa linea il ministro per le Riforme, Elisabetta Casellati, che ha parlato di una battuta «sgangherata, vergognosa e neppure credibile» se si conosce la dignità del premier.

E ancora. Dai ministri Tommaso Foti (Affari Europei) e Marina Calderone (Lavoro), fino ai vertici azzurri come Giorgio Mulè, il messaggio è unanime: gli Usa rischiano di compromettere i rapporti storici con l’intero continente europeo e, come chiesto da Federico Mollicone, farebbero bene a presentare scuse formali tramite il proprio ambasciatore.

Foti: «Solidarietà a Meloni, attacchi di Trump mettono a rischio i rapporti Usa-Ue»

Nel dettaglio: da Bruxelles Foti ha dichiarato «piena e affettuosa solidarietà al presidente del Consiglio Giorgia Meloni, bersaglio oggi, come in precedenza tutti i leader europei, delle offensive affermazioni di Donald Trump. Con questi reiterati comportamenti, il presidente degli Usa mette a rischio lo storico rapporto tra gli Stati Uniti e l’Europa, proprio nel momento in cui l’Occidente ha più bisogno di unità, coesione e responsabilità».

Evidenziando peraltro come e quanto colpisca «il netto contrasto di un siffatto atteggiamento con il clima di rispetto, dialogo e collaborazione che ha caratterizzato, solo poche ore fa a Evian, il confronto di Trump con tutti gli altri leader del G7». E  asserendo in calce: «Alimentare polemiche e divisioni non serve agli Usa. Non indebolisce l’Europa. E non fa piegare la testa all’Italia di Giorgia Meloni. Se ne faccia una ragione il presidente Trump».

Trump-Meloni, dal centrodestra un coro unanime di solidarietà, e un contro-coro di indignazione

Insomma, un coro unanime di solidarietà e vicinanza e un contro-coro di sdegno e irritazione che deflagrano anche nelle dichiarazioni di capigruppo e parlamentari del centrodestra, impegnati, nelle more, anche a ricostruire le possibili – e comunque inaccettabili – motivazioni politiche del livore di Trump. E allora, mentre il vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli, ha ricordato che «l’esternazione parte da una menzogna». E che il tycoon ha iniziato l’attacco solo dopo che il governo italiano ha ribadito la propria indipendenza sulle basi militari.

Bignami: «Trump soffre la leadership di Meloni». Malan: la premier «non implora e sa dire no»

Mentre il capogruppo di FdI alla Camera Galeazzo Bignami ha sottolineato come Trump evidentemente «soffra la leadership della Meloni». Con il presidente dei senatori di Fratelli d’Italia Lucio Malan, che in un rapido excursus che arriva all’hic et nunc, ha commentato: «Le parole del presidente Donald Trump verso il nostro presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, sono l’ultimo episodio di una serie di attacchi offensivi a diversi leader europei. Un comportamento scorretto e inaccettabile che danneggia soprattutto la sua immagine e l’autorevolezza che gli deriva dalla carica che riveste. Bene ha fatto il presidente Meloni, a cui va la solidarietà di tutti i senatori di Fratelli d’Italia, a ricordare in un video ineccepibile che né lei, né l’Italia, implorano qualcuno».

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