SILVIA SALEMI: «DOPO LA MORTE DI MIA SORELLA NON HO PARLATO FINO A CINQUE ANNI. HO IMPARATO PRIMA A CANTARE CHE A PARLARE»

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«La morte di mia sorella Laura ha segnato profondamente la mia infanzia. Lei aveva soltanto cinque anni quando una forma aggressiva di leucemia ce l’ha portata via, mentre io ero ancora piccolissima.

Dopo la sua scomparsa ebbi un blocco e smisi di parlare. Ero come un microfono spento: erano i miei occhi a parlare per me.
Poi trovai un vecchio registratore conservato da mia madre. Premetti “play” e sentii la voce di Laura che parlava con un’altra bambina. Quella bambina ero io.

Fu sconvolgente: capii che sapevo parlare. Cominciai allora a nascondermi in uno stanzino e a fare delle prove con la mia voce.

Volevo dimostrare a me stessa che quella vocina registrata esisteva davvero e che apparteneva proprio a me.
All’inizio riuscivo a produrre soltanto dei suoni. Poi quei suoni diventarono canzoni e, attraverso le canzoni, tornarono anche le parole. Ho imparato prima a cantare che a parlare.

La perdita di Laura aveva cambiato completamente la nostra famiglia. Mia madre era giovanissima e, mentre aspettava me, sapeva che la sua bambina non ce l’avrebbe fatta. In un momento di disperazione pensò persino di rinunciare alla gravidanza, perché quando hai una figlia che sta morendo può essere impossibile sentirsi felice per un’altra vita che arriva.

La sua fede la spinse ad andare avanti e io sono nata.
Dentro di me è come se avessi sempre fatto un patto con lei: “Tu fammi nascere e io non sarò mai un peso”.

Sono cresciuta cercando di essere autosufficiente. Volevo essere la forza dei miei genitori, non un’altra loro preoccupazione. Mi occupavo della casa, facevo i compiti e cucinavo. Sentivo di dover essere la figlia perfetta. Quel dolore è rimasto dentro la nostra famiglia per tantissimo tempo.

Diventando madre ho compreso ancora più profondamente ciò che i miei genitori hanno attraversato.

Mia madre è riuscita a ritrovare davvero il sorriso quando ha potuto stringere tra le braccia la sua prima nipote. Io, invece, quella voce che avevo perduto da bambina l’ho ritrovata attraverso la musica.
Ed è diventata la mia vita.