SISTER LB, ARTISTA CHE SFIDA GLI STANDARD MASCHILI DEL RAP, A TORINO

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Tra gli 8 rapper più influenti del Senegal, collabora con l’Onu e canta le disuguaglianze ed empowerment femminile

Sarà Sister Lb a chiudere, a Torino, il progetto “Plural Voices”. Venerdì 8 maggio alle 21 è in calendario un concerto negli spazi di Jigeenyi, in via borgo Dora 3/0. Un appuntamento a ingresso gratuito che, per chi vuole, può essere anticipato da aperitivo o cena africana. L’artista è stata scelta per l’affinità con “Plural Voices”, progetto firmato dalle associazioni Renken Ets, Anomalia Teatro, Laki Aps che ha previsto talk, dibattiti, incontri artistici e appuntamenti teatrali, tutti momenti di partecipazione femminile e di sensibilizzazione rispetto alle tematiche di genere e di educazione alla cittadinanza globale, proposti nei quartieri di Barriera di Milano e di Aurora e frutto di una coprogettazione.

Un’artista impegnata per i diritti delle donne

Selbe Diouf, meglio conosciuta come Sister Lb è una figura centrale della scena musicale senegalese. È un MC impegnata e un’artista “plurale” che racconta la ricca e viva storia del suo quartiere di Dakar, denunciando le disuguaglianze e difendendo quell’empowerment femminile che negli ultimi anni si è imposto come un movimento riconoscibile di artiste che non si piegano alla sempre meno presente patriarcato che affonda le sue radici in ogni aspetto della società.

Nata in una famiglia di musicisti, Sister LB è cresciuta in quest’ambiente dove la madre coreografa le ha trasmesso l’amore per la cultura e per le melodie ispirate alla tradizione senegalese della Teranga. Inoltre, le sue intenzioni artistiche sono state ispirate da figure come Positive Black Soul e Missy Elliot.

Sister LB sfida gli standard maschili del rap per imporsi e tracciare la propria storia senza rinunciare alla propria femminilità. Oltre al suo ruolo artistico, Selbe è un’educatrice e attivista impegnata.

Ha collaborato con l’Organizzazione internazionale delle Nazioni Unite sul tema delle migrazioni. Il suo impegno le è valso il riconoscimento come una degli “otto artisti rap più influenti del Senegal per la musica in Africa” e la sua figura appare in tabloid prestigiosi come The Guardian e la BBC.

Ha rappresentato il Senegal al Womex, uno degli eventi culturali più influenti al mondo, e ha partecipato all’Afropolitan Festival, Festa2H e al Feminist Republik Festival, al OneBeat 14 negli Stati Uniti, al festival Bagiliba in Francia, al Pachamama Connexion Festival in Svizzera. È anche co-autrice di “Liees et Dèchaînées”, una raccolta di racconti che esplorano temi come la resilienza e l’emancipazione.

Attraverso le sue melodie accattivanti e i testi potenti, Sister LB non si limita solo a ispirare il suo pubblico, ma lo invita a pensare e approfondire delle questioni cruciali quali l’uguaglianza di genere, la giustizia sociale e il posto delle donne nella società. Combinando la sua arte e il suo attivismo continua a tracciare un percorso stimolante per le generazioni future, incarnando uno spirito resiliente, forte e di speranza. Nel febbraio 2025 ha ricevuto il Music Impact Award per il suo talento e la passione con cui contribuisce alle arti e alla cultura come nel prestigioso “Linguères Awards” in Senegal.

Il progetto “Plural Voices” ad Aurora e Barriera di Milano 

Giulia Gozzelino, vice-presidente di Renken Ets, spiega: «Plural Voices nasce dalla volontà creare attività culturali nei quartieri di Aurora e Barriera di Milano insieme a donne arabe e afrodiscendenti. Abbiamo iniziato a incontrarci per condividere le nostre passioni, i nostri interessi e le competenze: insieme, poi, abbiamo costruito un percorso in cui ci formiamo e definiamo un calendario comune. In questo modo abbiamo attraversato diversi strumenti artistici e culturali per agire il nostro femminismo e l’antirazzismo nei quartieri che abitiamo».

L’obiettivo principale di Plural Voices è l’empowerment femminile. Il calendario di appuntamenti è stato creato per valorizzare le diversità, creare spazi di parola, anche di lotta per una giustizia sociale e di genere, per i diritti umani, per la prevenzione dei conflitti, per l’educazione interculturale e l’antirazzismo.

Punto di forza la coprogettazione. Tutti i momenti  sono nati da un gruppo di giovani – donne, artiste e attiviste – che hanno pensato alle iniziative tra Barriera di Milano e Aurora, parlando soprattutto agli under 30. Ha previsto tre moduli formativi con questo gruppo di donne che, così, hanno affinato competenze organizzative, di programmazione e gestione autonoma di eventi. Poi è nata la proposta di sei eventi culturali co-progettati e l’elaborazione di tre workshop intensivi di gruppo dove, attraverso la pratica teatrale, è stata concretizzata la sospensione del giudizio.

Il progetto ha lavorato anche sulle diversità: per questo è stato fondamentale la presenza delle volontarie, delle operatrici e delle socie afrodiscendenti di Renken e di LAKI, associazione di donne marocchine residenti a Torino, costituita per lavorare sull’emancipazione femminile.