Spagna, Sanchez indice elezioni anticipate: “Serve maggioranza più ampia per piegare le élite”

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Il premier spagnolo Pedro Sanchez annuncia elezioni politiche anticipate, dopo la bocciatura in Parlamento dei decreti legge sulla casa

Questo dopo un fine settimana trascorso dal premier ad analizzare la situazione e a tenere numerosi colloqui con ministri e dirigenti del Psoe per sondare le loro opinioni; fonti del suo partito indicano che la maggioranza si è espressa a favore della convocazione di elezioni anticipate.

“Abbiamo bisogno di rinnovare e ampliare il sostegno dei cittadini, per affrontare in modo approfondito le riforme che ancora sono in sospeso e di cui abbiamo bisogno affinché si riduca il livello di disuguaglianza tra i cittadini. Dobbiamo mobilitarci e ottenere che il Parlamento ci doti di una maggioranza progressista molto più ampia con cui piegare le élite, conquistare nuovi progressi sociali e continuare a trasformare la Spagna”, ha detto il premier precisando che “speculatori vogliono distruggere il Paese”.

Nell’annunciare il ritorno anticipato alle urne, il premier ha fatto appello alla cittadinanza a scegliere “che ruolo vuole giocare: se unirsi all’ondata di estrema destra che regredisce laddove governa” oppure lasciare che la Spagna continui a essere “un baluardo di apertura e giustizia sociale” e un “punto di riferimento mondiale di pace, femminismo e prosperità”.

Il Consiglio dei ministri dovrebbe riunirsi oggi – dopo aver informato il re – per approvare il decreto di indizione delle elezioni, che verrebbe poi pubblicato domani in gazzetta ufficiale.

Da quel momento, in conformità con la legge elettorale, deve trascorrere un periodo di 54 giorni prima dello svolgimento delle elezioni, tempistica che porta appunto alla data del 29 novembre. Il premier ha annullato tutti i suoi appuntamenti previsti per oggi.

In ogni caso, fonti governative hanno ribadito la volontà di garantire l’approvazione delle misure abitative respinte dal Congresso venerdì scorso.

Un’opzione al vaglio prevede che il governo approvi almeno un nuovo decreto contenente tali misure, il quale verrebbe poi votato dalla Deputazione permanente del Congresso entro 30 giorni. Tale organo ha l’autorità per procedere in tal senso dopo lo scioglimento del Parlamento e – a differenza di quanto accadrebbe in plenaria – il voto di Junts non sarebbe necessario per ratificare l’iniziativa.

Alberto Nunez Feijoo, leader del Partito popolare (Pp), farà una dichiarazione ufficiale alla stampa alle 10 presso la sede nazionale del partito, secondo quanto riferisce El Mundo.