Sport. Costi (Pd): “Sostenere con forza il sistema sportivo dilettantistico”

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“Insieme al sistema federale e alle realtà dell’agonismo e del professionismo sportivo presenti sul territorio regionale le associazioni e le società sportive dilettantistiche contribuiscono allo sviluppo del movimento sportivo”

“Attivarsi con urgenza, facendo pressioni sul Governo, affinché siano adottate misure straordinarie e strutturali di sostegno economico e organizzativo al sistema sportivo dilettantistico, anche al fine di compensare gli effetti derivanti dall’attuazione della riforma dello sport”.

La richiesta arriva, con una risoluzione rivolta alla Giunta regionale, da Maria Costi (Partito democratico).

Nell’atto, la consigliera chiede al Governo, nello specifico, “di individuare e mettere a disposizione risorse economiche finalizzate a calmierare gli effetti determinati dall’aumento considerevole, ormai perdurante, dei costi energetici, che ricadono sui soggetti gestori di impiantistica pubblica”.

Sollecita, poi, Roma “a pubblicare l’aggiornamento, in formato aperto, aggregato, anonimizzato e territorialmente disaggregato, dei dati contenuti nei registri nazionali dello sport, valorizzandone l’utilizzo, anche in integrazione con le banche dati regionali, per fornire a enti locali e soggetti del sistema sportivo strumenti di analisi e mappatura della pratica sportiva utili a orientare investimenti, misure di sostegno e politiche di promozione dell’attività motoria e sportiva, senza significativi oneri aggiuntivi per la finanza pubblica”.

Chiede poi alla Giunta regionale, assieme alle altre amministrazioni regionali italiane, “di promuovere un’iniziativa comune rivolta a rappresentare in modo unitario le esigenze dei territori e a richiedere il rafforzamento degli strumenti nazionali di finanziamento destinati allo sport di base e all’impiantistica sportiva”.

Sempre al governo Meloni chiede “una revisione dei criteri e delle modalità di accesso ai bandi nazionali, con particolare riferimento al programma ‘Sport e Periferie’, al fine di garantire maggiore equità territoriale, una più effettiva accessibilità per i piccoli comuni e una migliore aderenza dei criteri selettivi ai fabbisogni reali dei territori”.

Oltre, a richiedere “il ripristino e il potenziamento della misura ‘Sport Bonus’, quale strumento strategico per incentivare il concorso di risorse private nella riqualificazione e nel miglioramento degli impianti sportivi pubblici”.

Infine, sollecita “l’introduzione di strumenti innovativi di finanziamento, inclusi fondi rotativi o meccanismi analoghi, idonei a facilitare il cofinanziamento locale degli interventi e a superare le difficoltà finanziarie che ostacolano la cantierabilità dei progetti e la promozione di politiche nazionali e interistituzionali rivolte a garantire un accesso diffuso, continuativo ed equo alla pratica sportiva, con particolare attenzione al contrasto delle disuguaglianze territoriali, economiche e sociali”.

Propone, poi, “di proseguire e rafforzare le politiche regionali di sostegno allo sport, assicurando continuità alla programmazione, stabilità agli investimenti già avviati e adeguato supporto al sistema dilettantistico regionale”.

“Insieme al sistema federale e alle realtà dell’agonismo e del professionismo sportivo presenti sul territorio regionale – spiega la consigliera – le associazioni e le società sportive dilettantistiche contribuiscono allo sviluppo del movimento sportivo: costituiscono un presidio essenziale per la promozione della pratica sportiva, dell’inclusione sociale, della tutela della salute, dell’educazione, dell’aggregazione intergenerazionale e della coesione delle comunità locali”.

Menziona poi la riforma nazionale sullo sport: “La progressiva attuazione della riforma sta determinando per numerose associazioni e società rilevanti criticità sotto il profilo organizzativo, amministrativo, gestionale ed economico-finanziario, con un aggravio di adempimenti e costi che rischia di incidere sulla continuità operativa di molte realtà storiche profondamente radicate nei territori, aspetti negativi che si sommano alla progressiva applicazione della riforma del terzo settore”.

Conclude: “Questa situazione rischia di produrre effetti particolarmente gravosi sulle strutture di minori dimensioni, spesso fondate sul volontariato e su equilibri economici fragili, con conseguenze dirette sull’accessibilità alla pratica sportiva, soprattutto per i minori, le famiglie e le fasce sociali più esposte”.

(Cristian Casali)