«Il primo incontro con mia moglie Margaret avvenne al teatro Stabile di Genova. Lei era già molto nota, io ancora sconosciuto. Ero stato chiamato a sostituire un attore
Uscì dal chiaroscuro delle quinte camminando. Prima di vederla sentii i passi.
Le rivolsi la parola perché avevo voglia di dimostrare che sapevo osare. Non mi guardò neanche e si rivolse al regista e agli assistenti: “Spiegategli che quell’altro non faceva così”. Mi sono detto: “Ha personalità. È un po’ forastica, ma ha personalità” I grandi amori cominciano sempre con un litigio, un conflitto e uno scontro.
L’amore è una fortuna, ma devi anche costruirlo. Come tutti, abbiamo avuto i nostri problemi ma credo che ci abbia salvato avere due caratteri diversi e una visione del mondo molto simile. E, molto banalmente, un amore sconfinato.
Margaret ha smesso di fare l’attrice perché ha detto: ‘Due attori non ce la fanno a stare insieme tutta la vita’ e ha trovato un altro grande talento, la scrittura».



