«Sappiamo tutti, almeno in astratto, che un giorno arriverà la nostra ora, ma quando la morte ti sfiora davvero, comprendi con una lucidità disarmante quanto sia inutile sprecare il tempo in ciò che non ha importanza.
Prima c’erano cose senza importanza che mi preoccupavano ogni giorno.
L’ infarto è stata la cosa migliore che mi sia mai capitata. È come se qualcuno mi avesse messo un paio di occhiali: all’improvviso riuscivo a vedere una realtà che fino ad allora mi era rimasta nascosta. Non sono mai stato così felice».
«La mia vita in Spagna mi tiene in contatto con le mie radici, il mio quartiere, la mia gente. Non ho perso quel legame, anzi. Dopo gli anni a Hollywood ho aperto un teatro a Malaga, la mia città.
Ho 25 persone fisse, tra attori e tecnici, una compagnia no-profit, non sono mai stato così felice di fare quello che mi piace. Da 3000 anni il teatro ha un potere catartico, è un santuario della verità, una semplice sedia può sembrare una poesia».



