Due provvedimenti della Regione Toscana accendono il confronto sulla gestione della convivenza con gli animali selvatici.
Come LAV denunciamo il rischio di un approccio fondato esclusivamente sull’uso delle armi da fuoco invece che sulla prevenzione e sulla tutela degli ecosistemi come sancito dall’articolo 9 della Costituzione.
La Delibera regionale n. 564 dell’11 maggio 2026 approva un piano triennale per la gestione venatoria di caprioli, cervi, daini e mufloni che, nelle cosiddette “aree non vocate”, può arrivare a prevedere uccisioni pari all’intera consistenza stimata delle popolazioni presenti. Secondo noi, questo significa puntare all’azzeramento locale degli ungulati in vaste aree del territorio, coinvolgendo anche femmine adulte e giovani animali.
A questo si aggiunge la Delibera n. 88 del 9 febbraio 2026, con cui la Regione estende i piani di controllo del cinghiale alle 42 Riserve Naturali regionali, aree nate per la tutela degli animali e della natura e dove la caccia è vietata. Evidenziamo che molte di queste riserve ricadono in siti della Rete Natura 2000 e che l’introduzione di interventi con armi da fuoco incide su tutti gli animali che vivono in quelle zone e su ambienti particolarmente delicati come zone umide e aree di nidificazione.
Richiamiamo l’attenzione sulla necessità di considerare fattori spesso esclusi dal dibattito: perdita di habitat, trasformazioni agricole, consumo di suolo e assenza di adeguate misure preventive incruente per contenere i danni alle colture. Il conflitto tra attività umane e animali selvatici non può essere risolto attribuendo agli animali la responsabilità di problemi ambientali generati da decenni di pressione antropica.
Oltretutto la revisione costituzionale del 2022 (artt. 9 e 41) ha sancito che la tutela della biodiversità e degli ecosistemi sono oggi principi fondamentali, e l’attività economica non può svolgersi in danno all’ambiente. Noi di LAV riteniamo che una delibera che prevede l’uccisione sistematicamente degli animali selvatici, considerandoli elemento di disturbo e ospiti indesiderati ove vi siano coltivazioni, si ponga in diretta tensione con questo principio.



