VI MANCHERA’?

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Vi mancherà? Cosa vi mancherà?

Il calcio passato da due a quattro tempi come la Nba? I trenta spot pubblicitari per tempo? Il count down prima del calcio d’inizio? Le 104 partite piene di emozioni, con Curacao, Uzbekistan e Congo? Le telecronache deliranti dell’ex stopper che urla alla luna? La crema di Hollywood inquadrata 50 volte a partita?

I poveri Ronaldo e Ronaldinho che dal Nirvana del pallone si vedono scaraventati alla guida di un kart che trasporta i resti di Madonna? Il nostro orgoglio nazionale affidato a Laura Pausini? Le regole del caro vecchio football che non esistono più?

Vi mancherà questo Mondiale trasformato nel festival di Castrocaro mentre Alberto Rimedio e Adani ballano? Personalmente sono invaso da un benefico sollievo, salutando questo gigantesco spot pubblicitario, la faccia pingue, bulimica, ipervitaminizzata dell’America e di uno sport con il portafogli dalla parte del cuore. Questa finale è stata tutto meno che calcio.

E io ripenso alle mie finali, a Pele che salta in testa a Burgnich, a Crujiff e Muller, alla criniera di Kempes, a Pablito e Pertini, a Diego che salta l’Inghilterra, a Brehme e il suo rigore, a Baggio che sbaglia dal dischetto e tutta l’Italia sotto una coltre di ghiaccio. Il calcio, il Mondiale era sacralità, 90 minuti più supplementari più rigori, e poi nelle fontane, tutti.

Questo è come una bestemmia che risuona nella navata in una Cattedrale, ricchi premi, cotillons, Trump e miliardi di dollari. Vi mancherà?

Giorgio Billeri