‘Vietato ballare’: quale sarà il futuro delle discoteche in Toscana

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Dopo l’innalzamento dei contagi soprattutto in Sardegna, il ministro della salute ha deciso con l’ordinanza 16 agosto 2020 la chiusura totale delle discoteche in tutta Italia. Facendo questo ha messo in grande difficoltà i club che sono chiusi dal 29 febbraio.

Attenzione! Andare a ballare non è certo un’attività indispensabile, possiamo tranquillamente farne a meno, come possiamo fare a meno di comprare un nuovo paio di scarpe, mangiare un gelato o andare a bere una birra con un amico in un pub. Ma sono tutte piccole cose che rendono la nostra vita piacevole, bella e degna di essere vissuta. Parafrasando lo scrittore Philip K Dick si potrebbe dire che il futuro dei club e delle discoteche in Toscana è ‘un’oscuro scrutare’.

L’H2NO di Pistoia per esempio è stato costretto ad aprire una campagna di crowdfunding su EPPELA per riuscire a pagare le spese dell’affitto di un locale che resterà chiuso non si sa ancora per quanto tempo e che non riceve nessun aiuto statale.

Gian Filippo Morganti proprietario dell’H2No a Pistoia ha espresso sulla sua pagina Facebook queste amare riflessioni: “Non è facile per me (essendo socio di un club e allo stesso tempo dj da 30 anni) dire la mia sulla questione chiusura discoteche ma ci proverò. A mio parere il problema non è stata la richiusura delle discoteche ma la riapertura a metà giugno. Mi spiego: da sempre i locali notturni e in particolare modo le discoteche sono sempre stati demonizzati e additati come luoghi insani e di perdizione gestiti da persone senza scrupoli e poco serie. Il Covid paradossalmente ci ha dato la possibilità di riscattarci da questa nomea e di dimostrare a l’opinione pubblica che anche noi addetti della vita notturna siamo persone serie. Come dimostrarlo? Quando il governo ci ha dettato le regole per le riaperture estive dovevamo rifiutarle e restare chiusi, stringendo i denti e per una volta non guardare solo al nostro orticello ma al bene di tutta la collettività. Invece i proprietari delle grosse discoteche estive hanno accettato sapendo fin dall’inizio che non avrebbero potuto rispettare né attenersi alle regole che lo stato imponeva. Era praticamente impossibile far rispettare agli avventori di un locale la distanza di due metri e imporre l’uso forzata della mascherina. E questa cosa la sapevamo, fin dall’inizio. Tutto questo andrà a discapito di chi (come me) è chiuso da febbraio e che chissà quando potrà riaprire grazie anche all’operato di questi furboni e di uno stato che doveva mostrarsi più tenace e non fare riaprire le discoteche in questi mesi estivi. Non vi fidate di chi dice il contrario perché non sono persone razionali e obbiettive ma persone che pensano solo al loro interesse. Una precisazione doverosa: non penso che il ritorno del Covid sia da imputare alle aperture delle discoteche ma sicuramente visto come sono state gestite e visto il ritorno di alcuni focolai la nuova chiusura è l’unica cosa sensata da fare.”

Lorenzo Sbisà è un dj che mette i dischi da circa 20 anni questo il suo punto di vista: “Non ho molto da dire sono disoccupato come dj dal 29 febbraio. Non ho idea di come si svilupperà la situazione, nel mio caso sarei anche disponibile per lavorare in serate di ascolto, ma sembra che questa idea per vari motivi che posso comprendere benissimo non vada per la maggiore.”

Pensi a serate in cui magari si sta seduti a un tavolo, come già accade per i concerti?

Esatto, è fare cultura anche questo. Per tornare a ballare bisogna che sia finita l’emergenza, non vedo altre soluzioni. Se le trovano ne sarei felice ma non ho soluzioni da proporre. Ballare distanziati due metri è ridicolo e piuttosto difficile da realizzare. Se poi i locali creano delle gabbie allora okay può anche essere divertente volendo, ma ballare presuppone il contatto.

Secondo te quando sarà una data plausibile per tornare nel club? Estate 2021?

Spero prima. Il concetto di distanziamento sociale per me è antiumano, siamo fatti per socializzare. Il termine stesso è diabolico, perché non usare ‘distanziamento fisico’. La situazione attuale è di emergenza, non può essere la base della cosiddetta “nuova normalità”, definizione che odio con tutto me stesso. Ogni tanto leggo di persone contente così, a me questa cosa della nuova normalità fa imbufalire. Deve essere una situazione transitoria. Vedo alcuni dichiarare che sono semplici regole, ma secondo me il distanziamento è praticamente impossibile. E poi ho voglia di gettarmi nella folla, io che sono anche abbastanza riservato.

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