«Nella mia vita c’è stato un dolore che mi ha segnato profondamente. La mia prima moglie, Maria Luisa, morì poco dopo aver dato alla luce le nostre gemelle, Laura e Saba. Ricordo ancora il momento in cui arrivò una donna del reparto con due fagottini. Io chiesi quale fosse il mio, e lei mi rispose: “Tutte e due”. Lì rischiai di svenire.
Poco dopo seppi che mia moglie non c’era più. Mi ritrovai solo, con due figlie appena nate, e mi chiesi: “Adesso come faccio?”. Ero impreparato, travolto, incapace di immaginare come gestire tutto. Risolsi quella situazione affidandole a un brefotrofio in cui lavoravo, un istituto dove furono tenute benissimo. Fu una scelta pratica, forse dura da raccontare, ma in quel momento mi permise di non crollare.
Proprio in quell’istituto incontrai Enoe. Era una maestrina, e pensai bene di sposarla. Lei mi ha tolto dal dramma quando mi sono ritrovato con due figlie e senza moglie. Ha lavorato, ha tenuto insieme la casa, si è comportata sempre con serietà e dedizione. Per lei provo molta gratitudine, e la gratitudine è affine all’amore.
Con Enoe ho costruito una famiglia più grande. Abbiamo avuto altri figli, e poi ne è arrivato uno che ho adottato. Era un ragazzo rimasto senza madre e senza padre, destinato a vivere in un orfanotrofio. Ho conosciuto la sua storia e ho agito di conseguenza. Non mi sono perso in troppe parole: certe cose si fanno e basta.
Come padre non sono mai stato uno da grandi dichiarazioni. Non ho mai detto ai miei figli che li amo, perché è un verbo che uso poco. Ma credo che non ci fosse bisogno di dirlo: lo leggevano nei comportamenti, nelle scelte, nella presenza. Non ho mai dato uno schiaffo a un mio figlio, e per me questo conta più di tante frasi.
I miei figli sono il mio bene più prezioso. Sono tutto per me. La felicità più grande è riuscire a radunarli, vedere insieme figli e nipoti, sentire che da un dolore enorme è nata comunque una famiglia.
Enoe è stata fondamentale in tutto questo. Con il suo carattere, la sua pazienza, il suo modo di stare accanto senza clamore.
Tra noi c’erano discussioni, certo, io tendevo ad alzare la voce e lei poteva tenermi il muso, ma sapevamo anche fare pace. Mi ha accompagnato in una vita intera, e se guardo indietro so che senza di lei il mio percorso sarebbe stato molto più difficile.»



