World Aquatics
Coppa del mondo nuoto in acque libere
1 – 2 maggio 2026– Tappa di Golfo Aranci
DELUSIONE GREG E GINEVRA
FILADELLI LEADER DELLA CLASSIFICA GENERALE
Il dilemma della muta da indossare o meno ha sconquassato i programmi dei due fari italiani del fondo che i tifosi sardi non smettono neppure nella cattiva sorte di acclamare e beatificare.
Greg Paltrinieri ha chiuso la 10 chilometri al tredicesimo posto non senza risparmiare le critiche nei confronti di chi codifica i regolamenti della Coppa del Mondo. La temperatura fredda che a suo dire manco raggiungeva i 18 gradi, diversamente da quanto dichiarato dai giudici ufficiali, doveva legittimarlo ad indossare la muta.
Infatti il suo fisico molto asciutto sicuramente ha risentito alla lunga delle correnti gelide penetrate nell’acqua di Golfo Aranci. Con un paio di gradi in più si sarebbe sicuramente insinuato nella lotta di vertice, ma dopo un bellissimo inizio è crollato nel finale.
Discorso al contrario va fatto per il bronzo olimpico Ginevra Taddeucci che invece la muta ce l’aveva, ma le ha provocato una nausea talmente intensa da doversi ritirare anzitempo per raggiungere l’infermeria dove ha passato un bruttissimo quarto d’ora. Anche la detentrice della Coppa aveva cominciato molto bene all’inseguimento della irraggiungibile Moesha Johnson, ma a quanto pare il capo che indossava era nuovo di zecca e a maggior ragione molto recalcitrante nel proteggerla da altri fattori fisiologici.
La nazionale Italiana, specie nel settore maschile fa comunque un gran figurone con il nuovo terzo posto di Andrea Filadelli che nella classifica generale è ora al comando in coabitazione con il francese Marc-Antoine Olivier a quota 1700 punti.
Bene anche Ivan Giovannoni, quarto, e il cagliaritano Marcello Guidi che poggia la mano nella piastra in nona posizione; anche lui è ancora in corsa per il titolo in quanto al quinto posto nella graduatoria complessiva, con quattrocento punti di ritardo rispetto al duo di testa. Purtroppo è costretto al ritiro l’altro campidanese in gara Fabio Dalu, a testimonianza che resistere alle insidie del fondale accarezzato dal vento è stato molto complicato; infatti hanno subito ugual sorte altri 25 atleti tra cui Dario Verani e Domenico Acerenza. I presenti, molto sportivi, osannano il vincitore transalpino Sacha Velly che precede il suo compagno Olivier.
Le donne partono intorno a mezzogiorno e sin dalle primissime bracciate la australiana Moesha Johnson (già vincitrice a Soma Bay, a Ibiza e l’ottobre scorso nella 3 km knockout sempre qui a Golfo Aranci) prende il largo e non verrà mai ripresa. Taddeucci è l’unica ad imbastire la reazione ma nessun’altra si accoda per dare una spinta ulteriore all’inseguimento.
Un po’ di iniziativa collettiva si registra negli ultimi giri ma la leader non mostra cedimenti e amministrando una ventina di secondi di gap, allunga ancora meritandosi gli applausi sinceri di un pubblico competente che ha riconosciuto l’entità dell’impresa. Precede la spagnola Angela Martinez Guilleme e la francese Caroline Laure Jouisse. Prima delle italiane è Giulia Berton, diciannovesima. Tra i dieci ritiri ben sette sono italiani.
Aspettiamo lo spettacolo con le staffette e le 3 km knockout.
Davanti ad una organizzazione davvero impeccabile gestita dall’Aquatic Team Freedom, nessuno può fare qualcosa contro le condizioni metereologiche avverse: “Nonostante il cielo limpido ed i raggi solari assorbiti da un fondale che ha assunto colori molto vivaci – sottolinea il presidente FIN Sardegna Danilo Russu – il vento di grecale ha rovinato i piani di molti atleti. Mi dispiace molto per Greg che ha voluto fortemente questa tappa di Golfo Aranci e purtroppo, a volte, gli si ritorce contro. Spero che domani alla 3 km knockout si possa riscattare”.
Per il resto sono invece ottime sensazioni: “Mi ha fatto piacere che Moesha Johnson abbia rilasciato dichiarazioni entusiastiche sulla location e l’organizzazione – conclude Russu – ma al suo si accumulano tanti altri feedback che inorgogliscono tutti noi e ci danno la spinta per andare avanti”.



