Quella ciclistica la conosciamo tutti: 3 Giri d’Italia, di cui due consecutivi; 2 Tour de France; 2 Giri di Svizzera; 4 Milano-Sanremo; 3 Lombardia e un Giro di Romandia oltre a decine e decine di corse vinte.
Ma il vero capolavoro, Ginettaccio, lo compie salvando centinaia di vite, sfruttando la sua notorietà e la sua amata bici.
Siamo nel 1943, ed ha già vinto due Giri d’Italia e un Tour de France. L’amico e arcivescovo di Firenze Elia Dalla Costa e il rabbino Cassuto gli chiedono di mettersi al servizio di una rete di salvataggio di ebrei, la DELASEM. Gino non dice di no e nascondendo nella sua bici documenti importantissimi per gli ebrei, -funzionali per fughe o elusioni di rappresaglie- trasportandoli per centinaia di chilometri durante i suoi estenuanti allenamenti.
Ad ogni posto di blocco sfruttava la sua mitica figura sportiva affinché non toccassero la compagna di mille imprese, la sua amata bicicletta, rischiando tuttavia più volte la sua vita. Per queste ragioni, nel 2013, verrà annoverato tra i “Giusti tra le Nazioni” ; uomini e donne che hanno spontaneamente e disinteressatamente protetto gli ebrei durante le persecuzioni Naziste.
io non volle mai raccontare questa storia. Perché:
“Il bene si fa, ma non si dice. E certe medaglie si appendono all’anima, non alla giacca.”
Gino Bartali, eroe tra gli eroi, per non dimenticare. Mai. Ovunque tu sia, buon compleanno e GRAZIE.



