Giochi Paralimpici: a Cortina Fulvio Morella trasforma la Funivia in opera d’arte

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Con la “Funivia senza limiti”, Fulvio Morella completa il progetto I LIMITI NON ESISTONO in occasione delle Paralimpiadi di Cortina: il Braille Stellato trasforma la risalita al Lagazuoi in un’opera d’arte tra paesaggio e inclusione. Il 7 marzo a Lagazuoi EXPO Dolomiti la presentazione del volume d’artista della rassegna, sotto l’alto patrocinio del Parlamento europeo

Fulvio Morella completa il progetto I LIMITI NON ESISTONO, promosso da Cramum, in occasione delle Paralimpiadi di Milano Cortina 2026, trasformando con il suo Braille Stellato la funivia del Lagazuoi in un’opera d’arte, in dialogo con uno dei paesaggi più iconici delle Dolomiti. La “Funivia senza limiti” conduce alla sua mostra Cortina di Stelle curata da Sabino Maria Frassà che ospiterà anche la presentazione del volume d’artista I LIMITI NON ESISTONOsotto l’alto patrocinio del Parlamento europeo in programma sabato 7 marzo (ore 12:30 – ingresso libero, Lagazuoi EXPO Dolomiti). L’evento prevede un momento di confronto dedicato al tema “Arte e sport quali strumenti di inclusione”, con gli interventi dell’artista, del curatore, di Maurizio Molinari, Capo dell’Ufficio del Parlamento europeo a Milano; dell’On. Rosanna Filippin; dell’Europarlamentare Elena Donazzan; e dell’Attaché Olimpico presso la Repubblica di San Marino, Gianni Cardelli.

In dialogo con la storia della più antica Repubblica al mondo, San Marino – che ha portato in mostra le preziose torce olimpiche del 1960 e del 2006 – Morella dedica questo intervento a una riflessione sulla libertà come sintesi di tre dimensioni essenziali: il poter fare, la coerenza con sé stessi e l’ingegno creativo.

Un pensiero che prende forma attraverso richiami a Giosuè Carducci ed Eschilo, fino alla figura di Prometeo, simbolo di generosità, conoscenza e responsabilità.

«Trasformare una funivia in un’opera d’arte» spiega il curatore Sabino Maria Frassà «significa intervenire su un gesto quotidiano in montagna – la risalita – e convertirlo in esperienza di pensiero. Con il Braille Stellato, Fulvio Morella non aggiunge un ornamento al paesaggio né ostacola la vista: la interpreta, traducendo l’idea stessa di alta quota in un linguaggio inclusivo e universale. La risalita diventa così relazione: un invito ad abitare la montagna come spazio condiviso, in sintonia con lo spirito delle Paralimpiadi.

L’immaginario della torcia olimpica – già presente nelle sue opere di luce Eclissi – si fa chiave simbolica dell’intervento: non celebrazione della forza, ma passaggio, continuità e responsabilità.

Tra poesia e mito, dalla “libertà antica e perpetua” evocata da Carducci fino a Eschilo e alla figura di Prometeo, il fuoco – “ho donato loro il fuoco” – diventa luce interiore, conoscenza e creatività. Nel Braille Stellato questa energia si traduce in una scrittura di stelle che incide il paesaggio come promessa di accessibilità e condivisione. La cabina del Lagazuoi si fa così soglia tra limite e possibilità, avviando un percorso che culmina nello sport e alla visita alla mostra Cortina di Stelle

«Le Paralimpiadi di Milano Cortina 2026 rappresentano un’occasione straordinaria per affermare un’Europa che mette al centro la persona e la dignità di ogni talento. Progetti come I LIMITI NON ESISTONO dimostrano come arte e sport possano dialogare per rendere concreti i valori di inclusione e partecipazione. Il Parlamento europeo sostiene con convinzione iniziative che promuovono accessibilità, cultura e coesione sociale, e il nostro Ufficio è orgoglioso di appoggiare progetti capaci di trasformare un simbolo del territorio in un messaggio universale di libertà e condivisione.» Maurizio Molinari, Capo dell’Ufficio del Parlamento europeo a Milano

«La montagna ci insegna una verità semplice e profonda: si sale insieme, oppure non si sale affatto. È questo il messaggio più autentico delle Paralimpiadi e del progetto I LIMITI NON ESISTONO. Trasformare una funivia in un’opera d’arte non è solo un gesto creativo, è un atto simbolico potente: significa riscrivere l’idea stessa di limite, renderla attraversabile, condivisa, superabile. Il Braille Stellato di Fulvio Morella non aggiunge soltanto bellezza a un paesaggio straordinario: incide nello spazio pubblico un principio politico preciso, quello dell’accessibilità come diritto e non come concessione.

Quando l’arte entra nelle infrastrutture, quando dialoga con lo sport e con le istituzioni, smette di essere contemplazione e diventa responsabilità.

Le Paralimpiadi di Milano Cortina 2026 ci offrono un’occasione rara: dimostrare che l’inclusione non è retorica, ma progettazione concreta del futuro. Se vogliamo che il loro lascito sia duraturo, dobbiamo avere il coraggio di trasformare ogni ‘risalita’ in un’esperienza realmente aperta a tutti. Perché una comunità è davvero libera solo quando nessuno resta a valle.» On. Rosanna Filippin

«L’inclusione non è un concetto astratto, è una scelta politica precisa. Lo sport e l’arte dimostrano ogni giorno che il talento viene prima di ogni limite e che il merito è il vero motore della crescita di una comunità. Rivolgo un plauso convinto a questa iniziativa, che traduce questi valori in un progettualità concreta e capace di parlare a tutti. In un tempo in cui siamo chiamati a costruire eventi e progetti di respiro internazionale, abbiamo il dovere di affermare un modello che unisca eccellenza e responsabilità. Le istituzioni devono fare la loro parte: sostenere chi trasforma le fragilità in forza e creare opportunità concrete, perché una società è davvero forte solo quando non lascia indietro nessuno.» On. Elena Donazzan

Fino al 5 aprile sarà possibile visitare la mostra Cortina di Stelle e scoprire la “Funivia senza limiti”, promosse da Cramum in collaborazione con il Comitato Italiano Paralimpico (CIP)INJA Louis Braille (Parigi) e il Comitato Olimpico Nazionale Sammarinese.

FULVIO MORELLA

Fulvio Morella (Valtellina, 1971) è un artista che ha fatto dell’inclusione e della multisensorialità la propria cifra distintiva. La sua ricerca — dalla materia alla luce — assume l’inclusione come metodo: l’opera si compie nell’incontro tra saperi e sensibilità diverse, perché nessuno comprende tutto da solo.