MALATTIE RENALI CRONICHE IN AUMENTO, ANED: “POSSIAMO SCONFIGGERLE CON IL TRAPIANTO E I NUOVI FARMACI”
Il presidente Vanacore: “Diagnosi precoce e ricerca scientifica stanno cambiando la prospettiva per milioni di pazienti. Ma occorre incentivare le donazioni”
Milano, 11 marzo 2026 – Le malattie renali croniche rappresentano una delle sfide sanitarie più rilevanti del nostro tempo, ma oggi la medicina dispone di strumenti sempre più efficaci per contrastarle. Prevenzione, diagnosi precoce, ricerca sui trapianti e innovazione farmacologica stanno aprendo nuove prospettive per milioni di pazienti.
In occasione della Giornata Mondiale del Rene, ANED, Associazione Nazionale Emodializzati, Dialisi e Trapianto, richiama l’attenzione sulla necessità di rafforzare il sistema dei trapianti e gli investimenti nella ricerca scientifica, così come le politiche di prevenzione, per ridurre l’impatto delle malattie renali croniche sulla popolazione.
Secondo le stime epidemiologiche più recenti, in Italia circa 3.5 milioni di persone convivono con una malattia renale cronica, pari a circa il 10% della popolazione adulta. Un’incidenza analoga a quella registrata a livello globale.
“In Italia tuttavia – sottolinea il presidente ANED, Giuseppe Vanacore – il dato è destinato a crescere inesorabilmente, se si pensa che ogni anno entrano in dialisi circa 6mila persone, mentre sono poco più di 2mila quelle che, dopo essere rimaste almeno tre anni in lista d’attesa, riescono a ottenere un rene nuovo. Così i conti non tornano: occorre aumentare il numero dei trapianti, recuperando fiducia nella medicina e nel valore delle donazioni, evitando che il tema sia periodicamente esposto agli scossoni della cronaca, come nel caso del piccolo Domenico e alla diffusione di fake news capaci di influenzare negativamente l’opinione pubblica.
Un contributo importante al contrasto alle malattie renali croniche, però, arriva dalla ricerca farmacologica: le glifozine e altre classi di farmaci utilizzati per curare il diabete si stanno rilevando molto efficaci per ritardare la dialisi e addirittura far regredire la malattia, nel caso in cui venga scoperta per tempo.
Da qui l’appello di ANED per un’accurata prevenzione. La malattia renale può infatti rimanere silenziosa per anni, finché non è troppo tardi. A meno che la si riesca a diagnosticare nella sua fase iniziale: semplici esami del sangue e delle urine permettono di individuare precocemente eventuali alterazioni della funzione renale e intervenire tempestivamente, rallentando o arrestando la progressione della malattia.
“La Giornata Mondiale del Rene – conclude Vanacore – deve ricordarci che la salute dei reni riguarda tutti, in particolare chi è più esposto a causa di errati stili di vita o perché ipertesi anche se i reni non si fanno sentire. Informazione, prevenzione e investimenti nella ricerca possono evitare o ritardare la dialisi, riducendo il numero di nuovi casi e migliorando la qualità della vita di milioni di cittadini”.



