Robototem! Il nuovo oggetto di culto e di piacere del futuro!

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Un’ardita e moderna creazione di Antonio Daniele di Robassomero

ROBASSOMERO (TO) – Nella sua interpretazione più classica un “totem” è un’entità (naturale o soprannaturale) che oltre ad avere un significato simbolico è identificata con un monumento, una scultura che appartiene a singoli – più spesso a comunità – per i quali può rappresentare fungere da “simbolo di famiglia”, rispettato ed anche adorato. Il termine deriva dalla parola “tototeman” nella lingua dei nativi americani. I totem sono spesso abbelliti con disegni diversi: orsi, uccelli, persone…

In alcuni casi, come nello Yuin (sulla costa del Nuovo Galles del Sud), una persona può avere più totem di diverso tipo (personale, familiare o di gruppo, di clan…).

Fra le tante teorie esistenti su origine e funzione del “totemismo” preferiamo accogliere quella del pioniere dell’antropologia sociale in Inghilterra, Bronisław Malinowski, che ha affrontato la questione da un punto di vista biologico e psicologico, più che etnologico. Secondo Malinowski, infatti, il totemismo non è un fenomeno culturale, ma il risultato del tentativo (singolo o di gruppo) di soddisfare i bisogni umani fondamentali all’interno del mondo naturale.

Siamo convinti di ciò perché basta guardare, anche oggi, nelle nostre case, nei luoghi di lavoro ed in genere ovunque le persone si ritrovano e vivono la vita: siamo circondati da oggetti “totemici” più o meno belli, più o meno utili, più o meno simbolici e sacri o costosi, che rappresentano e soddisfano il personale gusto e le singole necessità fisiche, religiose, spirituali o psicologiche.

Il termine è poi passato ad indicare anche un “elemento verticale” di solito in uno spazio urbano, per servizi automatici o per informazioni, pubblicità, ecc.

In questo ambito ci sono già i prodromi per tanti nuovi totem multimediali e non: informativi, digitali, dotati di schermo, con automatismi che aprono e chiudono porte, luci, gas e servizi vari in casa (ed anche a distanza), intrattenitori musicali e gestori del nostro tempo che rispondono e ubbidiscono a comandi vocali, piccoli robot che ci rendono più agevoli i lavori domestici…

L’ingegno umano, si sa, non conosce limiti e la produzione di oggettistica creatrice di comodità è in continua espansione.

Ed è proprio su questo argomento che abbiamo conosciuto una persona “speciale” che con il suo hobby ci ha fatto da subito ritornare alla mente l’abbinamento robot/totem come lo abbiamo qui sopra inteso, in quanto partendo da una delle sue idee ha progettato e sta costruendo – i lavori sono già in stato avanzato – un “tutto totem”, un “Robototem” come ci è piaciuto chiamarlo, che sia innanzitutto un oggetto di arredamento gradevole e piacevole – come è giusto che sia un totem moderno – e si accoppi ad automazioni, programmazioni e piccola robotica in grado di soddisfare più desideri possibili.

“I miglioramenti tecnici ed estetici di quanto già esiste” – ci dice Antonio Daniele di Robassomero “sono stati i miei primi desideri e solo dopo sono venute le cinque fasi di progettazione, programmazione, pianificazione, assemblaggio ed esecuzione, cosa che richiederà penso due o tre anni, nel tempo libero che ho a disposizione… ho pensato ad un oggetto che sia personalizzabile oltre la sua linea base, e che possa adattarsi ad ogni luogo, in casa e non solo: hotels, birrerie, sale di intrattenimento… “.

Sì, perché attraverso le sue idee creative e con le sue abili mani, processori, schede, microcircuiti, motorini, ingranaggi, chip, led colorati e quant’altro, da fredda materia inerte si trasformeranno in più sistemi complessi robotici in grado di collegarsi al web, dare input di comando ovunque in casa, intrattenere musicalmente, sostituirsi a tablet, pc, telefono, radio ed anche televisore, offrire giochi… oltre che comandare sveglie e tutti i servizi di casa.

Anche ad esempio il pulisci lava asciuga pavimenti; insomma, gestire “in toto” interi ambienti, previa programmazione dei servizi che si desidera vengano effettuati. Il tutto in circa un metro, un metro e mezzo di spazio.

Insomma, un elemento di arredo utilissimo!

La realizzazione di un animatronico (l’animatronica esiste già: è una tecnologia che utilizza componenti elettronici e robotici per dare autonomia di movimento a soggetti inermi come pupazzi, statue, ecc specialmente pupazzi meccanici) è stata già da lui sperimentata e quindi possibile realizzarla in applicazioni specifiche e personalizzabili anche subito…ovviamente su ordinazione considerati i costi…

Più che il denaro spinge Antonio verso questo “nuovo che avanza” il piacere della ricerca ed una forte passione capace di fargli superare problematiche complesse legate non solo all’elettronica ma anche alla non facile anatomia umana (torna alla mente Michelangelo ed il suo studiare l’anatomia prima di scolpire e dipingere). Tecnicamente, esemplificando, l’oggetto creato è costruito a moduli sovrapposti per poterlo eventualmente smontare e porlo in manutenzione o correzione.

Un lavoro completo creativo di questo tipo può andare da 1500 a 2300 ore lavorative; ore che comprendono ricerca, studi e progettazione, quindi realizzazione, montaggio dei vari stadi e collaudo.

Creare la giusta atmosfera d’intorno ed il clima più opportuno al momento, nei luoghi in cui
viviamo, pensiamo sia una cosa più che auspicabile, desiderabile da tutti; farlo con un elemento dell’arredamento gradevole che ci offra quello che gli chiediamo, ora sarà anche possibile.

Nella foto un esempio concreto, non completato, del grande lavoro di assemblaggio di una testa umana capace di eseguire quasi tutti i movimenti: sorridere, cantare o parlare, girare, abbassare, chiare e muovere la testa, battere le ciglie…

franco cortese

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