Maxi processo di Perugia sulla macellazione illegale di cavalli: confiscati ad un imputato farmaci veterinari

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Maxi processo di Perugia sulla macellazione illegale di cavalli: confiscati ad un imputato farmaci veterinari incompatibili con il consumo umano usati sugli animali 

Milano – A seguito del patteggiamento disposto dal Tribunale di Perugia nei confronti di uno degli imputati coinvolti nel processo sulla macellazione illegale di cavalli non destinati alla produzione alimentare in Puglia, dalle carte della Procura emerge una lista di farmaci, sequestrati durante una perquisizione e successivamente confiscati, non compatibili con la salute umana tra quelli utilizzati dall’imputato sui cavalli oggetto dell’inchiesta.

Giovanni Barbetta, condannato a seguito di patteggiamento per i reati di associazione a delinquere, maltrattamento e uccisione di animali, falso in atto pubblico telematico e commercio di sostanze alimentari nocive. In base a quanto comunicato a Animal Equality dal Tribunale di Perugia, a Barbetta sono state confiscate strumentazioni, passaporti degli equidi e medicinali a sostegno delle imputazioni che lo riguardano.

Tra i farmaci confiscati che venivano somministrati ai cavalli destinati illegalmente all’alimentazione umana, ci sono anche sostanze non compatibili con la salute umana, come desametasone e fenilbutazone, farmaci che non possono in alcun modo essere somministrati a cavalli destinati alla filiera alimentare.

La presenza di questi farmaci rafforza ulteriormente il quadro accusatorio, confermando la macellazione di cavalli destinati ad altre finalità. 

“I farmaci confiscati dal Tribunale di Perugia documentano un utilizzo sconsiderato e pericoloso di sostanze farmacologicamente attive non consentite sui cavalli macellati clandestinamente: il consumo delle loro carni rappresenta un potenziale rischio per la salute delle persone e dimostra ancora una volta che nella filiera della carne equina vige un sistema basato su illegalità, abusi nei confronti degli animali sfruttati a scopo di lucro e rischi sanitari per chi la consuma” afferma Matteo Cupi, direttore esecutivo di Animal Equality Italia.

L’investigazione condotta dai Nas di Perugia ha rilevato un sistema di commercio e macellazione di cavalli che in vita erano stati sottoposti a trattamenti farmaceutici non compatibili con la finalità alimentare.

Questi animali sono stati macellati clandestinamente in Puglia e la loro carne venduta sul mercato italiano, con gravi rischi per la salute umana. 

Secondo le informazioni diffuse sulle indagini, a finire nel circuito della macellazione illegale erano anche cavalli malati o feriti che venivano trasportati in condizioni critiche verso i macelli, e che in alcuni casi sono morti durante il viaggio. Per evitare il loro tracciamento, i cavalli macellati illegalmente sono stati cancellati dalla Banca dati nazionale degli equini attraverso un escamotage informatico che ha permesso di renderli invisibili al sistema, senza tracciarne così la destinazione.

Insieme ad altre associazioni per la protezione degli animali, l’organizzazione internazionale Animal Equality ha preso parte al processo rappresentata dall’avvocato Glauco Gasperini.

La stessa organizzazione ha pubblicato i risultati del sondaggio condotto da Ipsos, secondo cui l’opinione pubblica dimostra di avere a cuore i cavalli. In base ai risultati raccolti, l’83% degli Italiani dichiara di non consumare carne di cavallo, di questi il 73% dice di provare empatia e di considerarlo un animale al pari di cani e gatti.

Della minoranza di coloro che dichiarano di consumare carne (17%), inoltre, il 67% dichiara che la sua tracciabilità e i controlli debbano essere più rigidi. 

Oltre 250mila cittadini hanno finora firmato la petizione che Animal Equality ha rivolto al Governo per chiedere di vietare a livello nazionale la macellazione dei cavalli riconoscendo a tutti gli equidi lo status di animali di affezione, al pari di cani e gatti.