Che strada sta prendendo Forza Italia sui temi etici?

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Dove sta andando Forza Italia? È una domanda che si stanno ponendo non pochi osservatori, su tutti i punti e i temi politici in ballo, visti i cambiamenti che ci sono stati di recente all’interno del partito a livello dirigenziale e visto quanto comunque è cambiato il partito fondato da Silvio Berlusconi da quando quest’ultimo è venuto a mancare nel 2023.

Una domanda che non può non toccare anche i valori non negoziabili: vita, famiglia e libertà educativa. Ma Berlusconi, appunto, è morto ormai da quasi tre anni e ci sono numerosi segnali circa il fatto che la sua sensibilità verso certi valori oggi non abbia tanti eredi in Forza Italia.

Il silenzio di Tajani sulla CSW70

Tra questi indizi, possiamo anzitutto ricordare cosa è accaduto dopo che Pro Vita & Famiglia ha mandato un camion-vela lungo le strade intorno alla Farnesina, sede del Ministero degli Esteri, con un messaggio rivolto direttamente al ministro e vicepresidente del Consiglio Antonio Tajani: «L’Italia non ceda alle pressioni delle lobby trans-femministe e Lgbt alla Commissione Onu sulla Donna (CSW70)».

Ebbene, nonostante questa iniziativa – di oltre un mese fa – e anche una PEC formale, dalla Farnesina non è arrivata alcuna risposta: il che è eloquente, soprattutto considerando che la CSW è uno degli appuntamenti diplomatici annuali più rilevanti in materia di diritti, famiglia e politiche di genere e considerando anche il fatto che l’Italia abbia votato a favore del testo conclusivo, dove l’aborto è stato presentato come diritto, il genere inteso senza definizione biologica e sono stati previsti fondi alle lobby trans-femministe, seppur il voto italiano sia arrivato con un disclaimer in cui ha, ma non concretamente, appoggiato la visione statunitense a favore del solo concetto biologico di “donna”.

Stefania Craxi capogruppo al Senato

I segnali di uno spostamento del partito di Silvio Berlusconi verso un’agenda più liberal sono inoltre più di uno. Basti infatti pensare all’avvicendamento per quanto riguarda il ruolo di capogruppo di Forza Italia in Senato: poche settimane fa l’incarico è stato assunto da Stefania Craxi, la quale – per quanto in passato abbia più volte detto di essere a favore della vita, contro l’aborto, contro il gender – non sembra avere la stessa linea, molto netta, dell’ormai ex capogruppo Maurizio Gasparri, che peraltro ha in più legislature depositato un ddl che prevede una modifica dell’articolo 1 del Codice civile – che oggi stabilisce «la capacità giuridica si acquista dal momento della nascita» e che «i diritti che la legge riconosce a favore del concepito sono subordinati all’evento della nascita» – affinché il riconoscimento della capacità giuridica avvenga già al momento del concepimento.

Enrico Costa capogruppo alla Camera

Oltre al Senato, l’avvicendamento del capogruppo c’è stato anche alla Camera, dove lo scorso 14 aprile è stato eletto per acclamazione Enrico Costa – unico candidato – sostituendo il dimissionario Paolo Barelli. Ebbene, più volte in passato ha assunto posizioni liberali, in particolare sul tema del fine vita. Nel 2022 – quando era membro del partito Azione di Carlo Calenda – depositò una proposta di legge sulla “morte medicalmente assistita” e, successivamente, dichiarò: «Il fine vita? Ognuno decida per sé, i partiti non sono delle caserme su questi temi», ribadendo un approccio laico e cosiddetto “garantista”.

Le sue posizioni su questo fronte – pur con un voto contrario nel 2011 alla legge sul testamento biologico, allora in area PdL – lo hanno portato persino a essere citato positivamente dall’Associazione Luca Coscioni nel 2015 – allora era in Area Popolare NCD-UDC – tra i pochi parlamentari di centrodestra che concretamente spingevano per una regolamentazione del suicidio assistito.

Per quanto riguarda, invece, temi legati all’Agenda Lgbt, è stato, nel corso di quasi vent’anni di carriera politica, molto “equilibrista”.

Nel 2016, infatti, espresse «piena adesione» agli obiettivi del Family Day, ma allo stesso tempo dichiarando: «Da liberale auspico che si trovi una sintesi nella maggioranza sul tema delle unioni civili».

Inoltre, dopo l’approvazione della legge Cirinnà, la difese pubblicamente affermando: «Unioni civili? Era giusto farle». Infine, nel luglio 2020, da deputato di Forza Italia, presentò e fece approvare l’emendamento “salva-idee” (poi diventato parte integrante dell’articolo 4 del ddl Zan in Commissione Giustizia) alla proposta di legge contro omofobia e discriminazioni, il cui testo voleva porre un minimo argine – ma che non sarebbe stato sicuramente sufficiente – per tutelare la libertà di espressione e quella religiosa e per questo fu criticato dalla comunità Lgbt come un possibile “bavaglio”.