Il calcio è diventato uno spettacolo orrendo

0
6
Nulla ormai rimane di sport, poche emozioni, moltissimi soldi, molta politica, nulla di quanto ci fece brillare gli occhi, accese le nostre fantasie e popolò i nostri sogni di bambini
Quasi trecento milioni di euro spesi dal nostro sistema calcio in, mai meglio precisate, “commissioni d’intermediazione” a favore di mediatori o procuratori.
Una sorta di traffico di prestazioni sportive reso legale dalla politica e incentivato dalle inevitabili “mazzette” che regolano tutti i settori della nostra malata e corrotta società.
Dopo quello che si è visto ieri a San Siro, in una partita fra due clubs gloriosi e con milioni di fans, non faccio alcuna fatica ad aggiungere all’aggettivo orrendo, la definizione di “trappola per gonzi”. Una roba indecorosa che pone il cosiddetto sport nazionale nel sottoscala.
Vorrei sapere chi, vedendo quella orrenda dimostrazione di non competizione, sia rimasto in piedi fino al fischio finale, chi non si sia addormentato. Una solenne pigliata per i fondelli fatta, in perfetta complicità, da atleti, allenatori, tecnici e dirigenti.
Ai danni di ingenui spettatori che si ostinano a credere, tuttavia, che quella robaccia sia pulita. Gente andata allo stadio in perfetta buona fede pagando 139 euro per il settore che costava meno.
Non mi interessa più chi vinca o chi perda, chi sia più forte o più fiacco, non è più quello il punto.
Il punto è che se ne parla troppo, che giornalistucoli da strapazzo, ex camerieri in perenne litigio con la lingua italiana, personaggi squallidi, politici senza politica, bidoni conclamati, ex titolari di imprese di pulizie, direttori sportivi equivoci, vivano allegramente, con entrate milionarie, alle spalle di chi si svena per vedere una partita.
E poi si ritrova a guardare uno spettacolo avvilente come quello di ieri, dove lo sport non entra in nulla, ma si bada solo ed esclusivamente a quanto s’incasserà con la qualificazione in Champions. Per potersi poi dividere il malloppo.