Ghisolfi: “Legge elettorale? Un errore cambiarla ora e negare le preferenze”

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Il Banchiere scrittore affida a un secondo video editoriale, dopo il picco di commenti registrati sul primo, il proprio pensiero sulla riforma del sistema d’elezione di Camera e Senato: “Deve servire alle segreterie dei Partiti, per un Parlamento di nominati, o ai Cittadini, per poter eleggere Candidati più incentivati, di conseguenza, a riferire ai territori quanto fatto o non fatto? Chiaro sia preferibile la seconda ipotesi”

Se in Italia il calcio e la politica sono accomunati dalle curve e dalle tifoserie, su un punto rischiano di divergere: sulle tempistiche della fissazione delle regole del gioco. “Cambiare la legge elettorale, un anno prima di tornare al voto, è come cambiare il regolamento di gioco di un campionato un’ora prima del fischio d’inizio della partita. Questo tipo di intervento si fa all’inizio della legislatura in corso, non alla fine”.

Il secondo punto è di metodo e merito: “Fissare le liste bloccate penalizza anche il rapporto fra parlamentari e collegi, cioè i territori e le comunità locali, mentre il sistema delle preferenze porta a una maggiore responsabilizzazione di Deputati e Senatori”.

In definitiva, secondo Ghisolfi, la legge elettorale, per restare nella metafora calcistica, non deve avere come priorità gli interessi dei dirigenti dei Club, cioè dei segretari dei partiti, bensì al contrario deve privilegiare gli interessi del pubblico che ha il diritto di assistere a un buon campionato, competitivo e nel quale le diverse squadre in campo, cioè i partiti con i propri rispettivi candidati, siano incentivate a schierare le loro “punte” migliori per ottenere il migliore risultato per la migliore classificazione possibile del sistema Paese.

Per farci fare gol e non autogol.