Con il protrarsi degli scenari bellici sui fianchi est dell’Europa e del Mediterraneo, il Paese delle Aquile consolida il proprio posizionamento di destinazione affidabile sul piano della capacità ricettiva e di accoglienza e dei livelli di sicurezza reale e percepita, e nello stesso tempo si rafforza come soggetto esportatore per tutta una serie di categorie merceologiche colpite dalla crisi del Golfo Persico
Le rilevazioni dell’istituto nazionale di statistica albanese, in tale scenario generale, fotografano la prosecuzione del non facile momento attraversato dal settore tessile façon, penalizzato dalla complicata congiuntura globale di questo specifico segmento manifatturiero classico, tra delocalizzazioni ancora più nel Sud e nell’Est del Mondo e rafforzamento della valuta locale Lek nei confronti dell’euro e del dollaro statunitense; su di esso, il Governo Rama, in tandem con la Banca centrale nazionale, è impegnato nell’attuazione di un pacchetto di misure di sostegno volte a favorire la trasformazione tecnologica delle fabbriche, a promuovere produzioni più sostenibili, a defiscalizzare l’aumento del salario minimo e a individuare nuove nicchie di esportazioni per un ambito merceologico che, a oggi, continua a esprimere quasi il 30 per cento del totale esportato

(Fonte: agenzia Monitor) In aprile, per il quarto mese consecutivo, le esportazioni hanno continuato la tendenza al rialzo, trainata da minerali e combustibili, soprattutto il petrolio beneficiato dalla crisi medio-orientale, e dal settore della componentistica auto. L’export mensile totale si è così posizionato sui 350 milioni di euro equivalenti, in salita del 16 per cento; su tutto il primo quadrimestre del 2026, le vendite estere dirette hanno raggiunto il miliardo 252 milioni di euro equivalenti, con una lievitazione tendenziale di 5 punti percentuali. Un dato interessante è quello attinente al capitolo petrolifero, che ha accresciuto la propria quota di mercato estero grazie ai migliori prezzi offerti agli acquirenti, con ricavi pari a 300 milioni di euro equivalenti nel corso dei primi quattro mesi dell’anno, e un picco di crescita delle esportazioni pari addirittura al 54 per cento nel solo di aprile.
La categoria dei prodotti enogastronomici, che all’inizio dell’anno è stata penalizzata soprattutto da fenomeni climatici avversi a partire da quelli alluvionali, ha messo a segno nel primo trimestre 120 milioni di euro equivalenti di vendite oltre confine, senza considerare gli effetti positivi dovuti allo sviluppo del turismo e dei flussi di arrivi e presenze in territorio albanese, che a propria volta si traducono in ulteriori acquisti in loco di prodotti di territorio da parte dei visitatori.

Una citazione finale merita il segmento della componentistica auto, che in Albania si caratterizza per una significativa presenza di investitori esteri diretti specializzati nella creazione in serie di componenti basilari per il segmento veicolare e dei mezzi di trasporto di grandi dimensioni. “La decisione, assunta dalla Commissione Europea, di mantenere i veicoli a combustione interna in versione ibrida anche oltre il 2035 – spiegano da Instat – ha modificato lo scenario per quest’anno, con la previsione di un aumento degli ordini destinato a controbilanciare il rincaro valutario del Lek e l’aumento del salario minimo.
Kosovo e Germania hanno guidato la classifica dei Paesi che hanno assorbito la quota maggiore di prodotti albanesi esportati. L’interscambio commerciale con l’Unione Europea si avvicina ormai stabilmente al 60 per cento della bilancia dell’import/export.




