Questa carta mostra l’EFI ECMWF (modello previsionale europeo), cioè l’Extreme Forecast Index, un indice che non indica direttamente i gradi previsti, ma quanto una previsione si discosta dalla climatologia del periodo.
Il segnale, fino al 10 luglio, è abbastanza chiaro, il cuore dell’anomalia calda resta tra Penisola Iberica, Francia e settore alpino occidentale.
L’Italia rimane ancora ai margini della fase più intensa, con un coinvolgimento più evidente solo su alcune zone del Nord, in particolare Nord-Ovest e aree prossime all’arco alpino.
Farà caldo, siamo a luglio, ma al momento non si vede una fiammata estrema centrata sull’Italia. Una cosa è avere temperature estive, localmente sopra media.
Un’altra è essere dentro il nucleo principale dell’anomalia, quello che l’EFI evidenzia con i valori più alti.
Per ora quel nucleo non è sull’Italia, fino al 10 luglio la nostra penisola resta in posizione laterale rispetto alla parte più forte dell’ondata calda di matrice subtropicale.



