Marine Le Pen, l’ultimo selfie prima del giorno del giudizio

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La “festa” di questa sera, a Liévin, nel feudo politico del Nord, il Pas-de-Calais, è per Marine Le Pen l’ultimo incontro con i militanti prima della sentenza di martedì prossimo, 7 luglio, appuntamento giuridico determinante per il futuro politico della leader dell’estrema destra

la Corte d’appello di Parigi si pronuncerà sul caso della frode ai danni del Parlamento europeo da parte del suo partito, Front national prima, poi Rassemblement national.

Se i giudici confermassero la sentenza di primo grado – quattro anni di detenzione, due con la condizionale e due ai domiciliari col braccialetto elettronico, più cinque anni di ineleggibilità – Marine Le Pen dovrà lasciare il suo giovane bracciodestro, Jordan Bardella, correre alle presidenziali del 2027 al posto suo.

Se l’ipotesi dell’assoluzione a questo punto sembra poco probabile, non si può escludere invece un giudizio più clemente. Ma meno che la pena non venga ridotta al massimo a due anni Le Pen non può sperare di concorrere alle presidenziali.

In attesa di conoscere la sentenza, la cui lettura comincerà martedì alle 13.30, Le Pen ha dichiarato su LCI che, in ogni caso, “non farà campagna con il braccialetto elettronico”: “Sarò candidata solo se potrò fare campagna. Per essere candidati alla presidenziali bisogna essere totalmente liberi di muoversi. Rifiuterei di dipendere dalle autorizzazione dei giudici”.

Luana De Micco