1. Non servono per forza otto bicchieri d’acqua al giorno
C’è una credenza popolare secondo cui per rimanere idratati e raggiungere il fabbisogno giornaliero serva bere otto bicchieri d’acqua al giorno, ma non ci sono basi scientifiche che lo sostengono.
Secondo l’Efsa (l’Autorità europea per la Sicurezza alimentare), l’apporto adeguato di acqua totale – quindi bevande più cibo – è di circa 2 litri al giorno per le donne e 2,5 litri per gli uomini.
È un’assunzione complessiva, non da aggiungere a quella che già si ricava da caffè, tè, frutta e verdura: il 20-30% del fabbisogno arriva proprio dagli alimenti. Il fabbisogno reale dipende da età, peso, clima e attività fisica: per questo molti nutrizionisti consigliano semplicemente di bere quando si ha sete, senza ossessionarsi con i litri. Attenzione solo se hai avuto calcoli renali: in quel caso gli urologi raccomandano volumi più alti.
2. Non sempre servono gli integratori
Sodio, potassio, magnesio e calcio si perdono con il sudore, ma con una dieta mediterranea equilibrata si reintegrano facilmente. Gli integratori salini, molto pubblicizzati in farmacia durante le ondate di calore, diventano davvero utili solo con sudorazione intensa e prolungata oltre un’ora oppure in caso di malattia con grande perdita di liquidi.
Meglio evitare quelli con troppo zucchero o caffeina e chiedere consiglio al medico se soffri di ipertensione o diabete.
3. L’acqua frizzante va benissimo
La scelta tra acqua naturale e frizzante è quasi un rito quotidiano, al bar come a tavola. La buona notizia è che la carbonazione non interferisce con l’idratazione, e le bollicine possono anzi invogliare a bere di più. L’acqua frizzante può “sostituire” le bevande gassate che contengono un’alta quantità di zuccheri aggiunti.
L’unica accortezza riguarda chi soffre di reflusso gastroesofageo, per cui l’acqua frizzante in grandi quantità può causare gonfiore e fastidio.



