«La risposta dei lavoratori è stata straordinaria. Nonostante le temperature proibitive, centinaia di persone hanno scelto di essere qui per difendere il proprio posto di lavoro, la dignità delle proprie famiglie e il futuro industriale di Catania. È un messaggio forte rivolto all’azienda e alle istituzioni: non accetteremo passivamente una decisione che cancellerebbe centinaia di posti di lavoro.»
Con queste parole i Segretari Territoriali Jerry Magno (Filctem CGIL), Stefano Costa (Femca CISL), Mimmo D’Antone (Uiltec UIL) e Angelo Mirabella (UGL Chimici) commentano il presidio unitario che questa mattina ha riunito davanti ai cancelli della Pfizer centinaia di persone. Non solo i dipendenti dello stabilimento, ma anche lavoratori di altri comparti, dalle categorie dei chimici ai metalmeccanici, insieme alle RSU e alle segreterie sindacali, per dire che questa non è più soltanto la vertenza Pfizer: è la vertenza di Catania.
La richiesta è chiara: fermare i 330 licenziamenti, salvaguardare anche i lavoratori somministrati, rilanciare il sito con nuovi investimenti e chiudere una stagione manageriale che ha prodotto soltanto dismissioni e incertezze. Per questo le organizzazioni sindacali chiedono le dimissioni dell’amministratore delegato Giuseppe Campobasso.
«Non abbiamo più alcuna fiducia in questo management. Ha svuotato il sito, non ha portato produzioni, non ha costruito prospettive e oggi presenta il conto ai lavoratori. È inaccettabile. A pagare non possono essere centinaia di famiglie.»
Un segnale importante è arrivato dal MIMIT che, in vista del tavolo del 22 luglio, ha già contattato tutte le organizzazioni sindacali per acquisire un quadro completo della situazione occupazionale e industriale. Un’attenzione che conferma il rilievo nazionale assunto dalla vertenza.
Al presidio hanno partecipato numerosi rappresentanti delle istituzioni cittadine e della politica, che hanno espresso pubblicamente il proprio sostegno alla mobilitazione. Significativo anche il messaggio dell’Arcivescovo di Catania, monsignor Luigi Renna, che ha richiamato tutti alla responsabilità nella difesa del lavoro e della dignità delle famiglie.



