Tra i due tornei c’è di mezzo solo una settimana, se non sei a posto come fai a riprenderti in così poco tempo? Fosse stato davvero disponibile per Shanghai, avrebbe usato Pechino come tappa di avvicinamento. No, non sono sorpreso.
Però po’ più di trasparenza nella comunicazione, da parte del suo staff, sarebbe meglio. Tutti questi silenzi: perché? Non c’è niente di male a dire le cose alla luce del sole, basterebbe un medico che spiegasse: ha questo problema fisico, dovrà curarsi così e colà, rientrerà ragionevolmente per una certa data”. Invece dobbiamo accontentarci di qualche post sui social, ogni tanto.
Intendiamoci, capisco benissimo che sia una scelta precisa e non la discuto: vogliono proteggere la privacy del giocatore. Del resto, era successo un po’ anche con Alcaraz: nessuno sa esattamente cosa gli sia accaduto al polso destro. Con Sinner sono stati ancora più criptici: niente di male, ma poi la gente finisce per speculare.
Sarebbe bello sapere quali siano le sue reali condizioni. Qualcuno sostiene sia clinicamente guarito, ma dentro di sé non si senta al 100% e allora preferisca rinviare: una questione mentale? Sciocchezze.
Anche quest’anno ha raggiunto la piena forma nel corso dei tornei (penso a quel sudatissimo primo turno di Wimbledon con Kecmanovic, e a quello dell’anno precedente con Dimitrov).
No, sono convinto che si tratti di un problema fisico non ancora risolto. Non so se sia una valutazione sua o del team, ma credo faccia bene a prendere tempo se non si sente ancora a posto: a volte è importante rallentare, ascoltare il proprio corpo”
barrazzutti



