Homeestero#Abusi, il Papa commissaria la diocesi tedesca di Colonia

#Abusi, il Papa commissaria la diocesi tedesca di Colonia

Papa Francesco ha deciso di inviare una visitazione apostolica nell’arcidiocesi tedesca di Colonia, guidata dal cardinale Rainer Maria Woelki

Dopo che una commissione indipendente ha recentemente rivelato l’insabbiamento delle accuse di abusi sessuali avvenuto nel corso dei decenni e, in particolare, all’epoca in cui la diocesi era guidata dal cardinale Joachim Meisner, amico personale di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI.

In una nota della nunziatura apostolica in Germania si rende noto che il Papa ha deciso che la visitazione apostolica, guidata dal cardiale Arborelius, arcivescovo di Stoccolma, e dall’arcivescovo di Rotterdam, mons. Johannes von den Hende, presidente della conferenza episcopale olandese, inizierà nella prima metà di giugno.

La visitazione, recita la nota rilanciata dai media tedeshi, servirà a “avere un’immagine completa della complessa situazione pastorale nell’arcidiocesi e al tempo stesso indagare eventuali errori di sua eminenza il cardinale Woelki, così come dell’arcivescovo di Amburgo, mons. Stefan Hesse (ex vicario generale di Colonia all’epoca di Meisner, nel frattempo sospeso, ndr.), così come dei vescovi auysiliari mons. Dominikus Schwaderlapp e mons. Ansgar Puff relativamente ai casi di abuso sessuale”.

Il 18 marzo l’arcidiocesi di Colonia aveva pubblicato un rapporto, , da lungo tempo sollecitato, che ha accertato che tra il 1975 e il 2018 202 aggressori, quasi due terzi dei quali erano sacerdoti, hanno compiuto abusi sessuali su almeno 314 vittime minorenni.

Il cardinale Rainer Maria Woelki ha riconosciuto il “fallimento” di coloro che nel corso della storia dell’arcidiocesi hanno “impedito processi, protetto i colpevoli, e soprattutto hanno mostrato poca sensibilità nei confronti delle vittime” ed ha “purtroppo” riconosciuto in particolare la responsabilità dei suoi “predecessori”.

Tra di essi, il cardinale Joachim Meisner (1989-2014), nominato da Giovanni Paolo II, amico di Benedetto XVI, critico vocale di Francesco (era tra i quattro cardinali che attaccarono Jorge Mario Bergoglio sull’Amoris laetitia) è l’uomo di Chiesa che viene maggiormente accusato nel rapporto elaborato dall’avvocato penalista Bjoern Gercke: sarebbe inadepiente a causa di ben 24 violazioni dei doveri ai quali era tenuto, quindi a quasi un terzo di tutti i casi.

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