Aggiornamento sul fronte europeo

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Il presidente Paolo Gentiloni e Thierry Breton, commissario europeo per il mercato interno, hanno lanciato una proposta importante e coraggiosa che sostiene la necessità di un Fondo Europeo per la ricostruzione economica e industriale europea capace di mettere in campo (attraverso l’emissione di bond europei) fino a 1500-1600 miliardi in tempi rapidi. Questa iniziativa non elimina la possibilità di attivare anche altri strumenti come l’intervento potenziato della Bei, il meccanismo SURE ed eventualmente anche un MES con nuove regole, ma ribadisce che questi strumenti da soli non saranno sufficienti a sostenere e rilanciare l’economia dell’Unione. È necessario quindi un piano forte e articolato su più punti e più strumenti per affrontare l’emergenza.
È un momento difficile, il dibattito politico in Europa è molto serrato e spesso anche duro, ma sono contenta che l’Italia si stia facendo sentire sia avanzando proposte solide e utili (come queste e come il SURE) sia costruendo alleanze politiche per poterle realizzare.
Naturalmente capisco le critiche e le frustrazioni di chi avrebbe voluto risposte più rapide e più coese, ma l’europa non è un entità astratta: è ciò che noi abbiamo costruito, e gli strumenti che ha (o NON ha) a disposizione sono quelli che noi le abbiamo dato (o NON dato) nel tempo.
Fa un certo effetto sentire tante critiche da parte di persone che magari sono state “in Europa” per anni e anni senza mai muovere un dito, senza mai proporre o costruire niente. Noi almeno ci stiamo provando.

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