In dirittura d’arrivo la legge quadro che rafforza il sistema degli incentivi economici e amministrativi per favorire la diffusione dei veicoli a emissioni zero, nel quadro delle politiche a sostegno della transizione ecologica e della lotta alle polveri sottili. Nel frattempo, già adesso le rilevazioni statistiche della Motorizzazione civile indicano un andamento crescente delle vendite di autovetture ad alimentazione elettrica, con una quota prevalente proveniente dalla Corea del Sud che esprime una forte innovazione tecnologica in tal senso
Già allo stato attuale, il parco automobilistico dei servizi pubblici di linea, rappresentati dalle flotte dei taxi, si caratterizza per un’impronta ecologica la cui incidenza, in proporzione, non ha eguali nel resto del Continente europeo
(Fonte: agenzia Ata) L’aumento dell’utilizzo dei veicoli elettrici, che rimane ancora circoscritto in termini assoluti in paragone al totale, è al centro di un processo di riforma legislativa molto importante al fine di aumentare – tramite una più capillare rete di infrastrutture di ricarica e di alimentazione – la diffusione delle vetture tecnologicamente neutrali dal punto di vista delle emissioni. Il progetto di legge “Sul settore elettrico”, proposto dal Governo Rama, prevede un articolo specifico incentrato sullo sviluppo e sulla gestione dei punti di approvvigionamento strettamente collegati ai veicoli a trazione non combustibile.
Secondo l’articolo 80 di tale iniziativa normativa, dal titolo “Integrazione della elettro/mobilità nella rete elettrica”, le Istituzioni sono chiamate a definire un quadro normativo finalizzato a promuovere la concorrenza evitando la concentrazione di attività nelle mani dell’azienda pubblica. In particolare, il comma 1 di questo articolo stabilisce che “il Ministro, su proposta dell’Osshe, l’Ente di Stato per la distribuzione di elettricità, approva e pubblica regolamenti dettagliati per agevolare il collegamento dei punti di ricarica pubblici e privati alla rete di distribuzione elettrica, affinché sia garantita la cooperazione, su base non discriminatoria, del gestore del sistema di distribuzione con qualsiasi società che possieda, sviluppi, gestisca o amministri punti di ricarica per veicoli elettrici, compreso il collegamento alla Rete”.
L’elaborato normativo, inoltre, evidenzia che “il gestore del sistema di distribuzione non sarà titolare, né svilupperà o gestirà punti di ricarica, fatta eccezione per i casi in cui possieda punti di ricarica privati per proprio uso. In ogni caso, il gestore potrà entrare nel mercato secondo il principio del costo più basso possibile per punto di ricarica, a seguito di una procedura che dovrà essere aperta, trasparente e non discriminatoria e soggetta alla preventiva approvazione dell’Autorità di regolamentazione dell’energia, la quale deve verificare le condizioni di gara prima che il gestore della rete di distribuzione intervenga sul mercato libero”. L’intento è di evitare la formazione di posizioni dominanti e di favorire l’ingresso di nuovi investitori esteri diretti.
Gli ultimi dati ufficiali della Direzione generale dei Servizi di Trasporto stradale dimostrano che il numero di veicoli elettrici immatricolati alla fine del 2025 si aggirava intorno alle 12.000 unità, mentre nel periodo gennaio-marzo 2026 erano già 2964, il doppio a valere sullo stesso periodo dell’anno precedente, grazie anche a una serie di incentivi che includono l’abbattimento delle tasse automobilistiche ordinarie. La sfida è quella di rendere capillare una rete di punti di ricarica tutt’ora limitata nel Paese, con una maggiore concentrazione a Tirana e Durazzo e nelle zone costiere a vocazione turistica, mentre nelle aree interne resta sguarnita.



