Andrea Scanzi: “I danni che hanno fatto tanti “radicali” sono incalcolabili”

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I danni che hanno fatto tanti (troppi) “radicali” sono incalcolabili. Con la storia delle battaglie (nobilissime) su aborto e divorzio stanno vivendo di rendita da decenni. Evito di fare la lista dei radicali irresistibili tipo Capezzone, Cruciani, Sensi, Anzaldi o Giachetti: sarebbe troppo lunga. Evito di ricordare una volta di più Gaber, che i radicali li aveva già mandato affanculo nel 1980 in “Io se fossi Dio”. Ed evito pure di elencare quei miliardi di volte in cui i “paladini della libertà”, con la scusa del garantismo a casaccio, abbiano appoggiato Berlusconi e difeso personaggi improponibili.

Parlo invece adesso di questo bel Nicosia Antonello, sedicente professore, ex portaborse della presunta onorevole Occhionero (ieri Leu e ora Italia Viva, dopo aver pensato di andare in Forza Italia che è poi la stessa cosa). Questo Nicosia, che nelle intercettazioni lodava Messina Denaro e insultava Falcone e Borsellino, è ora indagato per associazione mafiosa. Sfruttava le visite in carcere con Occhionero per – secondo l’accusa – fare il postino dei messaggi tra boss in cella. Una sorta di Maradona dei pizzini. Una volta usa la carta intestata della Camera dei Deputati, per non farsi beccare dagli inquirenti, e la Occhionero invece di arrabbiarsi gli domanda se la carta gli sia piaciuta e gli dice “bravo!”.

Nicosia non era immacolato, prima di queste accuse: aveva già scontato una condanna definitiva a 10 anni e sei mesi per associazione per delinquere finalizzata al traffico di droga. Eppure bazzicava in Parlamento. Aveva pure una rubrica tivù e sedeva nel Comitato Nazionale dei Radicali Italiani, ovvero i fedelissimi della Bonino fuoriusciti dal partito radicale pannelliano della Bernardini.

Ora: di fronte a una storia simile, come minimo, la Santa Laica nonché Intoccabile Bonino Emma dovrebbe almeno provare imbarazzo. Ammettere di non avere vigilato. Chiedere scusa. Macché: intervistata al telefono da Marco Lillo, la democratica radicale nonché Santa Laica Bonino Emma minimizza, ha ripetuto sdegnata che i radicali non espellono nessuno (anzi le condanne lì spesso fanno curriculum) per poi attaccare il telefono in faccia a Lillo. Una signora.

Ho profondo rispetto di tante battaglie etiche dei radicali, per esempio l’eutanasia, e stimo eccome figure come Marco Cappato. Mi guardo bene dal generalizzare. Ciò detto, la stragrande maggioranza dei cosiddetti “radicali famosi” è invecchiata da fare schifo, e questa aura patetica di intoccabilità che protegge tout court i radicali – peraltro scomparsi da secoli nelle urne e nel mondo reale – è una delle tante prove di come buona parte dell’informazione italiana viva su Marte, parli a se stessa e ci goda proprio nel coprirsi sistematicamente di ridicolo.

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