L’importante Ente camerale internazionale, rappresentativo della comunità degli Investitori d’oltre Atlantico, ha promosso un evento, condiviso con le locali categorie economiche imprenditoriali e con l’Ambasciata statunitense, nel corso del quale è stata riaffermata l’importanza di questo canale di approvvigionamento fondamentale per la definitiva indipendenza energetica nazionale e per la sicurezza e sostenibilità sociale e ambientale. Alcune più recenti stime indicano che, per la progettazione e la messa a punto delle relative infrastrutture di lavorazione, rigassificazione e distribuzione, sarebbe sufficiente una spesa di soli 70 milioni di euro
(Fonte: ufficio stampa AmCham Pristina) La Camera di commercio Americana in territorio kosovaro ha ospitato, nei giorni passati, una discussione di alto livello dedicata alla sfida e, soprattutto, all’opportunità di “Sfruttare il GNL statunitense per la sicurezza energetica e per l’allineamento strategico del Kosovo”, focalizzata sulla capacità del gas naturale liquefatto degli Stati Uniti come fattore produttivo e geopolitico “in grado di ridurre l’esposizione alle importazioni elettriche volatili, e di sostenere di conseguenza la competitività industriale e la diversificazione del portafoglio delle opzioni energetiche a lungo termine”.

Al prestigioso evento sono intervenuti – con messaggi programmatici e di saluto – Arian Zeka, Direttore generale esecutivo di AmCham Kosovo; Anu Prattipati, Ambasciatrice facente funzioni degli Stati Uniti in Kosovo; Daniel Byers, Vice/assistente Segretario per Europa, Eurasia, Africa e Medio Oriente presso il Dipartimento dell’Energia statunitense; Christopher Guith, Vicepresidente Senior del Global Energy Institute presso la medesima Camera di Commercio; Anyla Beqa, Capo di Gabinetto presso il Ministero dell’Economia; Pleurat Hundozi, Consigliere direttivo di AmCham. La sezione convegnistica è stata qualificata dalla partecipazione di Shagir Palushi, proprietario della compagnia Frutex, e di Ymer Rudari, Direttore esecutivo di EnerCo, mentre le conclusioni sono state svolte da Lorik Fejzullahu, a capo del Consiglio di AmCham.

Da alcune settimane, nel mondo economico e politico del Kosovo, è in corso un intenso dibattito sulla proposta che l’Amministrazione federale statunitense, per il tramite della propria Ambasciata in Pristina, ha formulato al Governo della Repubblica del Kosovo, di recente confermato nella più recente tornata politica elettorale, affinché il gas naturale liquefatto proveniente da oltre Atlantico sia ammesso a pieno titolo nel portafoglio energetico del Paese albanofono.

Nel corso di una propria analisi, l’esperto economico e politico Dardan Sejdiu ha affermato che, “grazie a un investimento di 70 milioni di euro nella creazione di infrastrutture per il gas americano, il Kosovo diventerebbe indipendente dal sistema energetico russo. Il gas è una infrastruttura, rappresenta la spina dorsale della diversificazione e della strategia di sicurezza nazionale”.



