Oggi il Vicepremier leghista e Ministro delle infrastrutture Matteo Salvini, reduce dal non brillante esito della manifestazione di sabato scorso a Milano, in piazza Duomo, sulla remigrazione, si sposta dal capoluogo lombardo a quello delle Langhe, precisamente all’altezza campo base di Roddi dove sarà celebrata – con un sobrio evento stampa – la totale percorribilità del tratto autostradale sulle due corsie vigenti per ogni senso di marcia fra Cuneo e Asti
Quella che secondo le opposizioni di centrosinistra, a partire dal PD, sarebbe l’ennesima re/inaugurazione, poco utile e autocelebrativa al pari della infelice re/migrazione, cade in un momento storicamente molto infelice per il dicastero a guida leghista: adesso l’autostrada c’è, intesa come asse principale a forma di Zeta, ma rischiano di non esserci più i camion che la dovrebbero percorrere e per i quali il collegamento era stato studiato per decongestionare la vetusta viabilità ordinaria circostante
Il decreto sulle accise, così come gli interventi che erano stati promessi contro i movimenti rialzisti eccessivi sui prezzi dei carburanti, si sono rivelati fallimentari; un fallimento che, per la Lega, si acuisce una volta di più se si pensa che è proprio tale partito, per il tramite dell’altro Ministro Giancarlo Giorgetti, a gestire sia la quota fiscale (penalizzata dalla revisione del patto di stabilità da lui firmato a Bruxelles), sia il capitolo delle nomine e della vigilanza all’interno delle società partecipate tra cui Eni, che un qualche ruolo avrebbe potuto pure svolgerlo per attenuare i prezzi dei carburanti nella propria rete di stazioni di servizio

Secondo le stime più aggiornate provenienti dalle federazioni di categoria del trasporto pesante su gomma, da cui dipende il 90 per cento della mobilità sul territorio nazionale, su base annua un pieno di gasolio supera i 70.000 euro di esborso a carico dell’autotrasportatore, e ciò senza che nel frattempo siano scattate le promesse compensazioni fiscali per la cui operatività mancherebbe tuttora la firma da parte del dicastero del MEF, ossia di Giorgetti e del collega Viceministro Maurizio Leo (di Fratelli d’Italia).
Insomma, adesso che c’è l’autostrada, rischiano di non esserci più i camion. Mandati fuori carreggiata dal mix esplosivo fra caro carburanti, caro pedaggi e opere complementari a oggi mancanti – come ricordato dalla Deputata Chiara Gribaudo e dal Consigliere regionale Mauro Calderoni del PD – per 130 milioni di euro.
AZ




