ha fatto subito sorridere la gremita platea di Sala Gerola al Castello del Buonconsiglio dicendo che avrebbe voluto parlare di altri argomenti ovvero di come rilanciare la scuderia Ferrari e di quanto sia bello viaggiare in treno.
Ci ha pensato subito Agnese Pini, direttrice responsabile di Qn, ad entrare nel tema del panel chiedendo al manager italiano di tracciare un quadro di questa nostra Europa sempre più in difficoltà dal punto di vista economico e soprattutto politico.
Secondo Cordero di Montezemolo il mondo di oggi sta vivendo il momento più delicato e pericoloso del dopo guerra.
L’Europa è sempre più debole, è sempre più preoccupante la perenne deindustrializzazione, senza difese militari comuni, sotto scacco dal punto di vista energetico, i leader europei di oggi sono senza carisma mentre dall’ altra gli Stati Uniti hanno un presidente che sbeffeggia l’ Europa, snobba la Merkel, stende tappeti rossi a Putin, si defila dalla guerra in Ucraina mentre la Cina è diventata la manifattura che serve tutto il mondo.
Sul caso Ucraina Cordero di Montezemolo ha fatto anche notare come la CGIL manifesti molto spesso per le vittime di Gaza ma non lo abbia mai fatto per l’ Ucraina. Se fossi io il presidente del consiglio – ha detto Montezemolo- scenderei subito in tutte le piazze d’Italia per mobilitare l’ opinione pubblica e far capire a tutti che la creazione degli Stati Uniti d’ Europa è vitale, altrimenti sarà il declino.
I nostri nonni hanno dato la vita per avere la libertà in una Europa democratica. Questo è il momento ideale per iniziare questo progetto anche se i leader attuali non mi sembrano diano segnali in questo senso.”
Infine Cordero di Montezemolo si è detto preoccupato per la nostra Italia dove manca sicurezza, il sistema sanitario e la scuola sono deficitari ma soprattutto mancano statisti in grado di risolverli.
Sul settore auto in Italia, sceso all’ottavo posto mondiale dal secondo di qualche decennio fa, il presidente si è limato ad un aggettivo: vergognoso. Scherzando ha poi concluso dicendo che nei prossimi 30 anni si impegnerà a lavorare per far si che gli Stati Uniti d’Europa possano vedere la luce



