Calici in alto, accise in basso: il vino italiano accelera in Albania

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Le competenti agenzie doganali informano in merito al buon fine delle procedure che consentiranno le esportazioni dei prodotti enologici dal Belpaese al Paese delle Aquile, in maniera agevole e semplificata, in un momento storico in cui l’alto livello del turismo enogastronomico in terra albanese offre un mercato di elevato potenziale concreto per i panieri agroalimentari dell’eccellenza italiana

(Fonte: agenzia Ata) Torna ad accelerare l’export vinicolo tricolore oltre Adriatico. L’Albania e l’Italia – per il tramite delle proprie competenti autorità doganali – hanno raggiunto un accordo sulla soluzione tecnica ai problemi che avevano caratterizzato il commercio estero di vino italiano sul mercato albanese, riaprendo la strada alla normale prosecuzione delle procedure per gli operatori economici addetti alle attività di import export.

In un proprio comunicato ufficiale, la Dogana della Repubblica d’Albania annuncia che l’omologa Agenzia Italiana ha accettato la proposta presentata dall’Autorità di Tirana per risolvere l’attuale situazione relativa alle importazioni vinicole dall’Italia, in conformità alla legislazione vigente in quest’ultimo Paese. I chiarimenti dettagliati sulle procedure – spiega l’agenzia di stampa – “saranno pubblicati sul sito web ufficiale della Dogana albanese. Nel frattempo, gli importatori sono invitati a proseguire le operazioni di recepimento dei prodotti enologici secondo le norme vigenti”.

Dall’inizio di quest’anno – sottolineano le autorità doganali – “gli operatori che importano vino dall’Italia si trovano a dover affrontare un aumento delle accise, a causa della mancata applicazione della differenziazione prevista dalla normativa. Il quadro giuridico albanese prevede diverse aliquote di accisa sul vino importato, a seconda della capacità produttiva dell’entità esportatrice. Nello specifico, la legge distingue tra produttori con una produzione annua fino a 10.000 ettolitri e quelli con una produzione superiore a tale soglia, e ciò fa scattare il meccanismo di accisa differenziata sul vino”.

L’accordo tecnico tra le due Amministrazioni doganali – conclude la nota di chiarimento – “mira a evitare ostacoli nelle procedure di importazione e a garantire la corretta applicazione del regime differenziato di accisa per gli importatori di vino dall’Italia, scongiurando il rischio di penalità sul piano fiscale e restituendo fluidità a questo segmento significativo ed emblematico della bilancia commerciale fra i nostri due Paesi”.