Dopo il decreto sul lavoro il Consiglio dei ministri approva il Piano Casa che prevede 10 miliardi per rendere disponibili 100mila case. Meloni: “Ci sta particolarmente a cuore, affronta una delle priorità più sentite dai cittadini”
Gli italiani prima di tutto, con il Piano Casa appena approvato dal Consiglio dei ministri il governo Meloni dimostra ancora una volta l’attenzione verso i cittadini, attraverso semplificazioni burocratiche e procedure veloci per favorire gli investimenti privati così da permettere di accedere alla casa con prezzi calmierati.
Dopo il decreto sul lavoro approvato i giorni scorsi che prevede risorse per un miliardo così da favorire la dignità dei lavoratori, arrivano incentivi per favorire le famiglie: 10 miliardi di euro per rendere disponibili 100mila case in 10 anni.
Misure concrete che si contrappongono alle proposte ideologiche delle opposizioni, il salario giusto afferma un principio chiaro: gli incentivi pubblici vanno solo a chi garantisce ai dipendenti una retribuzione corretta e contratti regolari. Si garantisce ai lavoratori una retribuzione non inferiore ai minimi stabiliti dai contratti collettivi nazionali (CCNL) stipulati dalle organizzazioni sindacali e datoriali comparativamente più rappresentative.
La norma tutela le imprese favorendo la concorrenza leale e valorizza l’autonomia di sindacati e datori di lavoro, evitando l’imposizione di un salario minimo fissato per legge e lasciando alla contrattazione la definizione delle voci retributive.
Previsti anche bonus assunzione donne 2026, consistente in un esonero contributivo del 100% (fino a 650 euro mensili) per 24 mesi per l’assunzione a tempo indeterminato di lavoratrici svantaggiate; bonus assunzione giovani 2026, che prevede l’esonero del 100% dei contributi previdenziali (fino a 500 euro mensili) per 24 mesi e bonus per i lavori delle zone economiche speciali.
Non solo lavoro ma anche il Piano Casa con cui “renderemo subito disponibili 60mila alloggi popolari oggi non assegnabili”, ha detto la premier Giorgia Meloni al termine del Consiglio dei ministri.
“Il decreto legge pone le basi per realizzare un vasto piano casa. Si tratta di un provvedimento corposo e articolato. Ci sono 1,7 miliardi di euro, più 4,8 miliardi massimo, attualmente nei programmi di rigenerazione urbana, che possono essere a questo scopo distribuiti ai Comuni con dpcm dopo interlocuzioni con l’Anci”, ha spiegato il presidente del Consiglio.
Il Piano Casa si basa su tre pilastri: recupero e manutenzione del patrimonio già esistente, concentrazione delle risorse finanziarie sia nazionali che europee destinate all’emergenza abitative in un unico strumento finanziario gestito da Invimit e investimenti privati con la nomina di un Commissario straordinario.
Inoltre, è previsto anche un pacchetto di misure per rendere più facili e veloci gli sgomberi di immobili occupati.



