Ciriani: se la crisi dello Stretto di Hormuz non si risolve rischio recessione globale

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La guerra in Iran va in qualche modo velocemente conclusa perché altrimenti i rischi sul sistema globale dell’economia sono molto forti”. Così il ministro per i rapporti col Parlamento, Luca Ciriani, ospite di ‘Ping Pong’ su Rai Radio1.

“Noi abbiamo fatto un mese fa un decreto bollette che è costato 5 miliardi di euro. Poi abbiamo fatto due decreti nel giro di 40 giorni per il caro-carburante e questi due decreti sono costati un miliardo di euro e coprono 40 giorni di taglio delle accise. Si capisce che è una situazione straordinaria, così non si può andare avanti – sottolinea -.

Se la crisi dello stretto di Hormuz non si risolve avremo bisogno di misure straordinarie e c’è bisogno che l’Unione Europea capisca, come è avvenuto ai tempi del Covid, che a situazioni straordinarie bisogna reagire con misure straordinarie, perché i conti che ho fatto, le cifre che ho appena illustrato stanno lì a dimostrare che è difficile poter immaginare di intervenire ogni mese con un miliardo di euro per coprire i costi dei carburanti”.

“Se la situazione non si sblocca, se Trump non dovesse avere ragione, cioè che si risolve tutto in 2-3 giorni, allora saremo di fronte a una crisi che dura da settimane e da mesi, alla quale va data una risposta urgentissima, perché non parliamo di un problema dell’Italia, del governo Meloni, del costo della bollette solo per gli italiani, parliamo di un rischio di stagnazione e recessione globale dell’economia del mondo, in particolare dell’economia europea”.