Conte chiede programma e regole per primarie: “Così saranno unitarie”

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C’è un bel pezzo di ‘campo largo’ alla presentazione del libro di Giuseppe Conte, tutto il ‘patto di sindacato’ della coalizione che ormai l’ex premier non mette più in discussione

Davanti Elly Schlein, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni il leader del Movimento usa toni da ‘federatore’, ribadisce che le primarie vanno fatte per “rispondere alla domanda di partecipazione” e che proprio per evitare che diventino laceranti è necessario partire dal “programma” e dalle “regole”, per far sì che gli elettori delle varie forze del centrosinistra si riconoscano nel vincitore, chiunque egli – o ella – sia.

Ad ascoltarlo ci sono diversi suoi ex ministri e esponenti di governo: Roberto Speranza, Roberto Gualtieri, Dario Franceschini, Carlo Fraccaro, Francesco Boccia, Alfonso Bonafede, Stefano Buffagni, Lorenzo Guerini.

Ci sono anche, ovviamente, tanti esponenti M5s, da Roberto Fico a Pasquale Tridico, passando per Vittoria Baldino e Mariolina Castellone. In prima fila è seduto anche Alessandro Onorato, uno dei tanti ‘operai’ del ‘cantiere’ moderato. Assenti, invece, Iv e Più Europa.

Conte, anche oggi, non segue la Schlein che ha offerto solidarietà a Giorgia Meloni per gli attacchi di Donald Trump.

Il leader M5s affonda il colpo, “Giorgia Meloni ha dovuto constatare il fallimento della sua politica estera”, accusa la premier di praticare un “sovranismo domenicale”, perché a suo giudizio per la premier “l’affinità ideologica (con Donald Trump, ndr) viene prima dell’interesse nazionale”.

Nega di essere stato a sua volta “tiepido” nei confronti del presidente Usa (“Sono tre anni e mezzo che denuncio tutte le violazioni del diritto internazionale”) e assicura: “La filosofia Maga non mi è mai appartenuta, semmai l’ho declinata come ‘Miga’, Make Italy great again”.