Coronavirus, Garante detenuti: “Papa ricorda che bisogna intervenire”

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“Le soluzioni sono difficili ma vanno trovate. Chi ha responsabilità politica in questo momento non ha un compito facile: rispetto i tentennamenti, i dubbi, ma le soluzioni vanno trovate, è il momento che ce lo chiede. Non possiamo ragionare come abbiamo fatto finora. I dibattiti teorici sono importanti, ma ora il problema è la crudezza del bene essenziale che è la vita. E il Papa ce lo ha ricordato”. Mauro Palma, garante nazionale per i diritti dei detenuti, commenta così all’Adnkronos l’appello che oggi Papa Francesco ha lanciato al termine dell’Angelus, un monito alla politica a cercare soluzioni per le carceri, per evitare che l’emergenza sanitaria si trasformi in tragedia per migliaia di detenuti e operatori.

“La collettività è una e non c’è una parte che può rimanere indietro per ciò che ha commesso, perché si trova dietro le sbarre. La collettività deve trovare il modo di aiutarsi reciprocamente Questo – osserva Palma – è il primo aspetto del messaggio del Papa, in sintonia con la ricostruzione di una coesione sociale, come già aveva fatto due giorni fa dicendoci che ‘nessuno si salva da solo'”.

“Il secondo aspetto – continua Palma – è il richiamo al fatto che gioco il bene della salute, che va al di là di qualunque idea si possa avere delle pene: possiamo essere divisi su tutto, ma ora si tratta di tutelare la salute delle persone detenute, di chi lavora in carcere e della collettività esterna, perché l’esplosione di una situazione in carcere avrebbe ovviamente riflessi sull’intera collettività”.

“Il carcere dunque, ci dice Francesco, non è un mondo separato, ma ci interroga tutti, perché la vicenda drammatica che stiamo vivendo ci richiama all’essere uno e non separati. Un mondo chiuso che va visto come una parte propria – conclude il garante – a cui prestare un’attenzione particolare”.

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