Alessandro Di Battista va a Cuba per raccontare Cuba. E Cuba gli trova un tumore al cervello. Un edema cerebrale che poteva ucciderlo in ore.
Lì lo operano. All’Hermanos Ameijeiras de L’Avana. Con tecnologie di 30 anni fa.
In un ospedale senza acqua corrente.
Senza elettricità continua per sterilizzare i ferri. Il suo stesso neurochirurgo gli scrive il giorno dopo: “Non abbiamo corrente per sterilizzare”. Eppure quell’uomo, quel medico cubano, gli apre la testa e gli salva la vita. Con le mani. Con la testa. Con una scuola che è la migliore del mondo quando il mondo gli toglie tutto.
Rientrato in Italia, il Gemelli di Roma conferma: “Operazione raffinatissima. Eseguita perfettamente.”
Questa non è una storia medica. È geopolitica pura. Ci raccontano che Cuba è un fallimento. Ma il fallimento è il nostro sguardo. Ci mostrano le strade piene di spazzatura a L’Avana e non ci dicono PERCHÉ manca la benzina per i camion, PERCHÉ mancano i pezzi di ricambio, PERCHÉ manca l’acqua in neurochirurgia.
La risposta ha un nome: BLOCCO. EMBARGO. SANZIONE. Chiamatelo come volete, è strangolamento. È una politica mafiosa che da 60 anni punisce un popolo intero perché ha osato immaginare un’altra idea di salute.
Due verità che non vogliono farci dire:
1. Esiste ancora una sanità che non è business. Cuba con niente fa miracoli. Noi con tutto stiamo smantellando tutto. Lì il medico ti salva anche se sei un italiano ex parlamentare capitato per caso. Qui ti chiedono il codice e la tessera.
2. L’Occidente di cui mi vergogno sempre di più. Quello che predica diritti umani e poi toglie la corrente a un ospedale. Quello che parla di libertà e poi lascia che gli americani volessero prendersi Di Battista per dimostrare che “i cubani non sono in grado”. L’hanno detto loro. È diventato un caso politico. Un corpo usato come propaganda.
Io sto con quel neurochirurgo senza luce. Sto con chi opera senza acqua e non molla.
Sto con chi insegna che la salute non è un privilegio, è la linea sottile tra la vita e la morte.
Altro che talk show. Altro che percentuali del Transatlantico. Questa è la realtà. Forza Alessandro. Che i dottori non mollino, come dici tu. E noi? Noi non molliamo di denunciare.
RESISTENZA contro l’embargo criminale.
RESISTENZA contro lo smantellamento della sanità pubblica.
RESISTENZA contro l’indifferenza occidentale che ci vuole cinici, distratti, complici.



