Deficienze

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La principale tara della destra italiana non ĆØ la brutalitĆ , non ĆØ il pregiudizio, non ĆØ il razzismo, non ĆØ il liberismo, non ĆØ l’atlantismo.

Ciascuno di questi attributi gli si può applicare, spesso a ragione, ma non sono tratti universali e dunque non caratterizzano sempre i governi di destra

La principale tara ĆØ culturale, ed ĆØ l’ANTICOMUNISMO.Ā Essere cresciuti a pane e anticomunismo ha creato nella destra italiana un blocco mentale, uno sbarramento culturale, una porta che non poteva essere oltrepassata. E al di lĆ  di quella porta, dai limiti confusi e indefiniti, dove stavano ā€œgli altriā€, stava in effetti una tale massa di eventi, di movimenti storici, di prospettive culturali, cinema e letteratura, da far sƬ che la cultura di destra si autoinfliggesse una mutilazione duratura.

Questo ā€œanticomunismoā€ a lungo e ancora oggi non ĆØ stato generalmente in grado di distinguere tra Gramsci e Di Maio, tra Pol Pot e Fassino, tra Fidel Castro e Keynes, tra Pasolini e Stalin, tra Visconti e Veltroni, producendo una marmellata mentale, una nebbia tossica in cui nel nome del ā€œcomune anticomunismoā€ si poteva accogliere ogni feccia.

E di feccia raccolta nel nome dell’anticomunismo ce n’è sempre stata a sfascio (absit iniuria verbis), perchĆ© l’anticomunismo ĆØ stata la parola d’ordine sotto cui si sono ritrovati lungo tutto il ā€˜900 tutti i tutori del privilegio ereditario, tutti i nicciani da salotto che si pensavano superuomini, tutti i degenerati prodotti endogamici di antichi genomi nobiliari, tutti i prepotenti e prevaricatori che volevano rimanere impuniti, ma soprattutto tutti i difensori a libro paga del grande capitale.

Andrea Zhok