La guerra in Iran peggiora e torna a spaventare gli automobilisti: i prezzi di benzina e diesel tornano a volare
Dopo undici giorni consecutivi di bombardamenti statunitensi sull’Iran e la conseguente chiusura bipartisan dello Stretto di Hormuz, il prezzo dei carburanti torna a impennarsi. A spingere la nuova ondata di rincari sono il Brent, tornato sopra i 90 dollari al barile, e l’aumento delle quotazioni dei prodotti raffinati.
Alla luce di questi dati, torna il caro carburanti. Secondo quanto riporta “Staffetta Quotidiana”, questa mattina, 22 luglio, il prezzo medio della benzina in modalità self service è salito a 1,949 euro al litro (+7 millesimi rispetto a ieri), mentre quello del diesel ha raggiunto i 2,124 euro al litro (+17 millesimi).
Invariato il GPL, fermo a 0,745 euro al litro, mentre il metano sale a 1,581 euro al chilogrammo (+5 millesimi).
Per quanto riguarda il servito, la benzina raggiunge i 2,080 euro al litro, mentre il diesel si attesta a 2,247 euro al litro.
Il GPL servito viene venduto in media a 0,754 euro al litro, il metano a 1,576 euro al chilogrammo e il GNL a 1,444 euro al chilogrammo.
Sulla rete autostradale, infine, il prezzo medio della benzina self service sale a 2,040 euro al litro (+8 millesimi), quello del diesel a 2,196 euro al litro (+15 millesimi), mentre il GPL scende leggermente a 0,879 euro al litro (-1 millesimo). Il metano, invece, si attesta a 1,592 euro al chilogrammo (+1 millesimo).



