l’Assemblea ha approvato la nuova legge regionale per valorizzare gli scali aeroportuali emiliano-romagnoli
Per il centrosinistra si tratta di una proposta che rafforza l’intero sistema regionale, puntando sulla valorizzazione delle specificità di ogni singolo aeroporto, mentre per il centrodestra non sono chiare le modalità di applicazione della norma
Aeroporti regionali in rete per coordinare gli scali di Bologna, Rimini, Forlì e Parma. Un provvedimento strategico che mira a eliminare le sovrapposizioni fra gli scali, distribuire meglio il traffico passeggeri e potenziare l’attrattività internazionale del territorio. L’Assemblea legislativa ha approvato la proposta di legge per valorizzare i quattro aeroporti regionali e favorire i trasporti aereo e ferroviario per ridurre i tempi di trasporto e l’inquinamento.
A favore hanno votato i consiglieri di Pd, Avs, Civici e M5 Stelle, mentre i rappresentanti di Forza Italia si sono astenuti, la Lega ha votato contro e Fratelli d’Italia e Rete civica non hanno partecipato al voto.
Per il centrosinistra si tratta di una proposta che rafforza l’intero sistema regionale, puntando sulla valorizzazione delle specificità di ogni singolo aeroporto e sul potenziamento del trasporto ferroviario e fluviale visto anche come intervento per ridurre l’inquinamento, mentre per il centrodestra non sono chiare le modalità di applicazione della norma, così come non si evince quali saranno gli interventi per ogni singolo aeroporto.
Per la minoranza mancano, inoltre, risorse adeguate per supportare il progetto e raggiungere gli obiettivi. Collegati alla legge, l’Assemblea legislativa ha anche approvato alcuni ordini del giorno, fra i quali quello di Civici, Avs, M5 Stelle e Pd per garantire presidi sanitari di qualità e strumenti salvavita in tutti gli aeroporti regionali, quello di Avs, M5 Stelle e Pd per rafforzare le politiche di decarbonizzazione nel settore dei trasporti e prevedere un monitoraggio degli effetti della nuova legge nonché quello del Pd per valorizzare le potenzialità del traffico aereo legato al turismo.
Soddisfazione per l’approvazione della legge è stata espressa dall’assessora al Turismo Roberta Frisoni e dall’assessora ai Traporti Irene Priolo.
“Con questa legge facciamo un grande salto di qualità: creare una regia e una visione sull’intero sistema aeroportuale, perché faccia squadra per intercettare nuovi voli, fa bene anche al nostro turismo, che può diventare una nuova leva di sviluppo economico. Più in generale abbiamo bisogno di avere sempre più un collegamento con l’estero”, ha spiegato Frisoni, mentre Priolo ha ricordato: “Auspico che le parole dell’opposizione siano all’insegna del distacco cartesiano, ovvero “sospendo il giudizio in attesa di vedere come funziona la legge’. Sottolineo che in questo campo noi non facciamo le regole tutte come vorremmo che fossero perché dobbiamo tenere conto del quadro nazionale. Per questo abbiamo lavorato su una strategia complementare che passa dall’istituzione della cabina di regia”.
Prima di approdare in Assemblea, il progetto è stato discusso e votato nel corso delle commissioni Territorio e Politiche economiche che, riunite congiuntamente, hanno anche ascoltato le posizioni delle parti sociali interessate dal provvedimento: industriali, cooperative, sindacati confederali ed enti locali hanno espresso apprezzamento per il provvedimento, mentre Cna ha chiesto maggiore concertazione e sindacato di base Usb ha bocciato il progetto di legge perché ritenuto legato a un modello di sviluppo superato.
Nell’incontro è stata condivisa la necessità di aumentare le risorse annuali stanziate al fine di concretizzare gli obiettivi contenuti nella proposta di legge.
La parola ai consiglieri regionali
Marta Evangelisti (FdI) ha ricordato come “non parteciperemo al voto, perché avevamo chiesto di valorizzare maggiormente i singoli aeroporti regionali e di metterli in rete: questa legge parla di aeroporti in senso generale ma non specifica gli interventi previsti sui singoli e come valorizzare ciascuno scalo.
Chiedevamo di pensare anche alle cosiddette infrastrutture di contorno e volevamo capire quale fosse la visione complessiva della Regione, Regione che avrebbe dovuto investire più risorse.
Questa legge parla anche di intermodalità, ma non si spiegano quali saranno le misure che verranno prese. È un intervento spot visto che manca il piano regionale dei trasporti, scaduto dal 2025”. Evangelisti, citando alcune delibere regionali, ha avanzato dubbi sull’opportunità del fatto che il relatore di maggioranza della legge ricopra un ruolo apicale in una società di Parma che deve realizzare opere di interesse di questo progetto di legge.
Per Paolo Calvano (Pd) “questa legge prevede interventi pari a 12 milioni di euro in tre anni per rafforzare il sistema aereoportuale integrato dell’Emilia-Romagna e costruire un sistema intermodale che tenga conto anche delle opportunità che offrono le ferrovie e i fiumi, e creare così una regione più competitiva. Confidiamo che si possano raggiungere gli obiettivi previsti dalla legge. Non capisco proprio i consiglieri che non partecipano al voto”.
Simona Larghetti (Avs) ha sottolineato come sia un successo “l’aver aggiunto 300mila euro per favorire il trasporto ferroviario delle merci come alternativa al trasporto su gomma: questo conferma come non si tratti solo di una legge sugli aeroporti, ma di un provvedimento che vuole affrontare, stanziando anche risorse, il tema del potenziamento dei tipi di trasporto meno inquinanti. Puntiamo a una maggiore decarbonizzazione nei trasporti e questo lo si può raggiungere anche facilitando l’uso dei treni”.
Per Pietro Vignali (Forza Italia) “le risorse messe a disposizione annualmente, 4 milioni di euro, sono irrisorie se si considera che la metà dovrà essere destinata alla copertura dei mancati introiti della council tax. Non è possibile a queste condizioni avere un sistema attrattivo. Non si può ignorare la saturazione dello scalo di Bologna: il progetto di legge non affronta i limiti di sviluppo e rischia di alimentare la concorrenza fra scali. Serve la partecipazione diretta delle società di gestione degli aeroporti, oltre alla modifica della legge urbanistica regionale per dare un futuro alla logistica”.
Vincenzo Paldino (Civici) ha sottolineato come “non dobbiamo creare cattedrali nel deserto, per questo la legge prevede di creare sistemi integrati tra aeroporti e sistema della logistica. La situazione ambientale, visto che viviamo in una delle zone più inquinate d’Europa, ci impone di affrontare e portare a termine una transizione epocale dalla gomma al ferro e al trasporto fluviale”.
Per Elena Ugolini (Rete Civica) “in una regione come la nostra, con quattro scali, la cabina di regia rappresenta una scelta importante perché si assume l’idea che il sistema aeroportuale non possa essere lasciato a dinamiche isolate o competitive. Restano però delle questioni in sospeso: qual è la relazione tra questa legge con la nuova legge regionale per i trasporti e la legge urbanistica? Qual è la strategia per diventare più attrattivi dal punto di vista commerciale e turistico? Servono misure pluriennali e finanziamenti credibili oltre a una visione di sistema”.
Per Lorenzo Casadei (Movimento 5 Stelle) “l’importanza di questa legge è che tiene insieme due tipi di interventi, gli aeroporti e il sostegno alla logistica su ferro e fluviale, che è giusto che cooperino: vogliamo una rete che faccia collaborare tutti gli aspetti del nostro territorio. Ne parleremo quando discuteremo il Piano regionale dei trasporti, ma è un bene che cominciamo ad affrontare il tema anche con questa legge che affronta problemi che si sono sovrapposti nel corso del tempo”.
Tomasso Fiazza (Lega) ha sottolineato come “avevamo chiesto di coinvolgere le associazioni di categoria che conoscono il territorio su cui si interviene. Visto che la Regione chiede agli imprenditori e ai privati di metterci i soldi, allora andrebbero anche coinvolti nel momento in cui si fanno le scelte. Abbiamo chiesto di parlare anche di autotrasporto visto che questa legge parla di intermodalità: esiste anche il trasporto su gomma che sta facendo i conti con molti problemi, primo fra tutti la mancanza di autisti le cui patenti speciali costano tantissimo: la Regione avrebbe potuto fare la sua parte prevedendo risorse su questo tema”.
Priamo Bocchi (FdI) ha ricordato come “Parma sia stata la città che più di ogni altra ha sollecitato l’abolizione dell’addizionale di imbarco per risollevare uno scalo che era in difficoltà. Ora qualche volo è stato programmato ma non è sufficiente, servono un orizzonte temporale più lungo e infrastrutture. Con l’avvento delle compagnie low cost e una domanda di mobilità crescente, era strano che la vicinanza degli aeroporti potesse rappresentare un limite. Ciò che manca, in questo pdl, sono obiettivi di performance per i singoli aeroporti e la cabina di regia rischia di essere un luogo scarsamente operativo che non si traduce in azioni efficaci. C’è tanto lavoro ancora da fare su tutte le infrastrutture che sono strategiche per il nostro territorio”.
Valentina Ancarani (Pd) ha affermato che “la Regione può e deve fare la propria parte per creare una cornice che permetta una nuova mobilità, meno inquinante. Questo progetto di legge è coerente con quello che il presidente de Pascale ha detto in campagna elettorale e rappresenta un momento di sviluppo dell’Emilia-Romagna”.
Sottolineando come questa legge dia una visione complessiva del nostro sistema aeroportuale, Francesca Lucchi (Pd) ha ricordato “l’attenzione anche al tema del ‘ferro’, altrettanto importante e cruciale. Il trasporto merci tramite la rete ferroviaria ha bisogno di un impulso. Prima con questa legge e poi con il Prit, ci sarà un forte sostegno per la mobilità del nostro territorio. La necessità di lavorare su questi temi è ancora più evidente con il rincaro dei carburanti”.
Giovanni Gordini (Civici) ha sottolineato: “Tutto rientra in una logica integrata e strategica, anche attraverso sistemi multimodali che comprendono il trasporto su ferro per uno sviluppo complessivo del nostro territorio. È giusto che i sistemi aeroportuali abbiano una capacità di risposta per i cittadini e i passeggeri con un’integrazione piena con altri sistemi di trasporto”.
Per Eleonora Proni (Pd) “investire su aeroporti e trasporti ferroviari e fluviali è anche un modo per sostenere il turismo: dobbiamo lavorare sull’integrazione dei trasporti”.
Alle osservazioni dei consiglieri hanno risposto i due relatori, quello di maggioranza Andrea Massari (Pd) e quello di minoranza, Francesco Sassone (FdI). Massari (Pd) ha commentato: “Dagli interventi emerge la richiesta di più risorse ma non viene messo in discussione l’impianto normativo perché ha già centrato un obiettivo: le compagnie aeree sono interessate all’opportunità che stiamo mettendo a disposizione.
Riguardo alla richiesta di integrazione con il Prit occorre fare chiarezza: il Prit ha un compito di pianificazione che deve puntare su opere fisiche e con questo pdl non facciamo questo.
Stesso discorso per l’integrazione con la Zona logistica semplificata per le merci: c’è lo strumento nazionale, ma ancora non si vedono risorse. Per quanto riguarda le risorse per il ‘ferro’ va detto che quelle regionali sono aggiuntive rispetto a quelle nazionali, erogate con un meccanismo consolidato”.
Sassone (FdI) ha ribadito “la mancanza di una visione strategica e complessiva oltre che di risorse” e ha evidenziato la necessità di chiarire alcune questioni poste negli ordini del giorno della maggioranza come “la richiesta di riduzione di emissioni nel rispetto del Patto per il clima”. “Questa legge – ha proseguito – non detta linee di indirizzo. Le linee di indirizzo non vanno legate a un odg ma messe nel progetto di legge stesso. Il trasporto aereo di merci può essere sviluppato. Quando si parla di vocazione degli aeroporti bisognerebbe tenere conto anche di questo aspetto. Perché il passaggio dalla gomma al ferro non è l’unica alternativa percorribile”.
Cosa prevede la proposta di legge
Il progetto di legge introduce una cornice organica di intervento sul settore e prevede uno stanziamento stabile di 4 milioni di euro all’anno, di cui 2 milioni per l’abolizione della council tax. La proposta della Giunta prevede, in particolare, di incrementare il flusso turistico degli aeroporti minori (ovvero quelli con un traffico inferiore a 700mila passeggeri all’anno).
A tal fine viene data attuazione alle disposizioni della legge di Bilancio di previsione dello Stato per il 2026 che hanno stabilito la disapplicazione, a decorrere dal 1° gennaio 2026, dell’addizionale comunale sui diritti d’imbarco (la cosiddetta council tax) negli aeroporti di Rimini, Forlì e Parma e di attivare interventi nel settore del trasporto delle merci in coerenza con gli obiettivi indicati dalla programmazione nazionale e regionale.
Grazie a un emendamento nella legge di bilancio nazionale, la Regione ha infatti ottenuto la facoltà di eliminare l’imposta aeroportuale facendosi carico dei mancati introiti per i Comuni interessati. Il progetto di legge avrà come punto di forza l’istituzione di una cabina di regia per avere una visione di sistema su scala regionale e garantire l’efficacia delle strategie di sviluppo infrastrutturale nei territori sede degli scali aeroportuali: Parma, Bologna, Forlì e Rimini.
La cabina di regia sarà composta da Regione, Comuni sedi di aeroporti, Azienda di promozione turistica regionale, Unioncamere Emilia-Romagna, gestori aeroportuali, inoltre potrà essere integrata anche con la partecipazione dei rappresentanti di ministero dei Trasporti, Enac ed Enav (previo accordo con lo Stato), nonché con altri soggetti pubblici interessati.
All’obiettivo di promuovere lo sviluppo degli aeroporti, si affianca quello di contribuire al miglioramento della qualità dell’aria e perseguire la crescita del trasporto ferroviario delle merci. A tal fine la Regione incentiverà l’avvio e la realizzazione di servizi di trasporto ferroviario intermodale, di trasporto fluviale e fluvio-marittimo e potrà concedere contributi nel limite massimo di 4milioni di euro per ciascuno degli esercizi finanziari 2026, 2027 e 2028, di cui 2 milioni per l’abolizione della council tax, istituendo appositi capitoli di bilancio.
(Lucia Paci e Luca Molinari)



