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Ex Ilva, Labriola (FI): “Ora azioni concrete per investire in riqualificazione e bonifiche”

Le sentenze anche se ci sembrano una beffa vanno rispettate

La tanto attesa risposta del Consiglio di Stato sulla chiusura o meno dell’area a caldo del siderurgico Acciai d’Italia di Taranto è arrivata, l’acciaieria continuerà a produrre, quindi niente chiusura. Questa sentenza sembra ingiusta anche alla luce dell’ultimo report pubblicato su “Nature” che ancora una volta evidenza effetti neurotossici sui bambini di Taranto che sono più a rischio di autismo e ritardi cognitivi. Ora la politica non ha più alibi e deve fare in modo che i danni accumulati nel tempo e che si continuano a creare vengano eliminati.

C’è bisogno di azioni concrete che vanno nella direzione di investire in decontaminazione dei suoli e delle acque con vere bonifiche, c’è bisogno di convertire il prima possibile gli impianti, c’è bisogno che il Ministro Speranza divenuto difensore della salute degli italiani, dica qualcosa e valuti i progetti di ambientalizzazione e l’impatto sulla salute dei tarantini.

C’è bisogno di riqualificare il lavoro dei dipendenti riconoscendoli il contratto nazionale di siderurgia e non più quello di metalmeccanici, c’è bisogno di pagare che lo Stato paghi l’indotto e lo faccia diventare parte integrante e arriva delle sfide dello stabilimento. Da tarantina la sentenza la mal digerisco ma da donna delle istituzioni il mio compito sarà monitorare che nulla vada più storto nell’intestina lotta tra salute, lavoro e pil”.

Lo dichiara in una nota Vicenza Labriola, deputata di Forza Italia.

giornalista per un giorno

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