GHISOLFI ALLE PMI DI CONFINDUSTRIA: “L’EDUCAZIONE FINANZIARIA AIUTA ANCHE LA SEMPLIFICAZIONE”

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Il banchiere e saggista finanziario per famiglie tra i relatori d’onore del convegno nazionale del Comitato Piccola Industria svolto ad Alba nel martedì appena trascorso, presente il numero uno nazionale Carlo Robiglio

Gli apprezzamenti del pubblico radunato in piazza San Paolo: “Dovrebbero nominare Lei assessore regionale”. Un bis della promozione che sempre a Ghisolfi arrivò sulla 7 da Giletti ai tempi del Conte 2 e del pasticcio sui decreti bancari: “Ci vorrebbe Lei al governo”.

Il PalaAlba Capitale come gli studi della 7. In virtù di una promozione sul campo che, nel martedì appena trascorso così come nel maggio del 2020, ha avuto come destinatario il banchiere Europeo e saggista finanziario per famiglie Beppe Ghisolfi.

L’occasione è stata la conferenza nazionale del comitato piccola industria di Confindustria celebrata nel contesto del calendario di eventi di Alba capitale della cultura d’impresa che sta portando nel cuore delle Langhe i big dell’associazionismo Confindustriale nazionale, padroni di casa i presidenti provinciali Mauro Gola e Alberto Biraghi e la Direttrice generale Giuliana Cirio, che hanno dato il benvenuto a Carlo Robiglio, radici piemontesi e incarico a Roma come Vice di Carlo Bonomi in viale della Astronomia.

Oltre a Ghisolfi sono intervenuti Giulio Finzi, dirigente del gruppo Netcomm finalizzato alla comunicazione per l’internazionalizzazione d’impresa con le nuove tecnologie social e interattive – protagoniste di un vero exploit in tempo di pandemia – e, in videoconferenza, Maurizio Marrone, assessore regionale alla semplificazione e autore di un lungo, articolato e complesso intervento sulle priorità della Regione Piemonte per non perdere il treno rapido dei fondi europei portati all’approvazione europea grazie all’azione del Premier Mario Draghi e del Ministro Renato Brunetta.

“Solitamente i dibattiti pubblici aventi per oggetto le banche partono da un pubblico in prevalenza ostile, ma questa è una sede molto diversa – premette Ghisolfi – poiché siamo fra imprenditori, le banche stesse sono imprese private – tranne una temporaneamente pubblica che è il Monte dei Paschi di Siena – e inoltre nei consigli di amministrazione degli istituti di credito, se non alla loro presidenza, sono talvolta presenti dei titolari d’azienda. Molto spesso, a causa delle lacune e delle carenze del ceto politico, che a parole avversa quella burocrazia di cui esso stesso è però la causa prima con le 300.000 leggi che approva, le banche vengono caricate di quegli addebiti di responsabilità che competono per natura allo Stato, come gli aiuti a fondo perduto. Agli enti bancari compete la concessione di prestiti secondo norme nazionali e internazionali che prevedono l’obbligo della istruttoria. Il decreto del precedente governo Conte creò un enorme equivoco mediatico e comunicativo parlando di 400 miliardi in arrivo e di 25.000 euro minimi a chiunque ne facesse richiesta agli sportelli. In realtà 400 miliardi erano non prestiti ma garanzie, la concessione dei crediti doveva continuare a seguire le regole preesistenti”. Nonostante il caos legislativo, in pochi mesi i deliberanti bancari hanno autorizzato moratorie per 300 miliardi e prestiti agevolati e garantiti per 175 miliardi, che in circostanze ordinarie avrebbero richiesto moltissimi anni, forse 30.

Ghisolfi ha quindi aggiunto che anche in tal caso l’educazione finanziaria può venire in aiuto, sia alla classe politica secondo l’adagio di Einaudi “conoscere per deliberare”, sia agli imprenditori per acquisire una sempre maggiore conoscenza manageriale e di base e per poter presentare ottimalmente i propri piani di business e di ripartenza agli istituti creditizi.

L’educazione e l’alfabetizzazione alla finanza diventa pertanto un fattore di semplificazione e di maggiore comprensione e comprensibilità di norme, regole e opportunità economiche e di mercato.

Nel corso del successivo dibattito, diversi sono stati i quesiti posti dal pubblico presente e che hanno riguardato appunto i rapporti fra le piccole e medie industrie, di cui Confindustria è il principale megafono di rappresentanza, e i Mercati finanziari. “Dovrebbero fare Lei assessore regionale“, ha esordito uno spettatore interpellante rivolgendosi proprio a Ghisolfi. Una nuova promozione sul campo a un anno esatto dalla prima targata Giletti.

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