Gli europei apprezzano l’Unione ma li preoccupa l’occupazione

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Eurobarometro ha presentato ieri la nuova indagine dalla quale emerge una crescente percezione positiva dell’Unione europea da parte dei cittadini in tutti i settori: dall’economia allo stato di democrazia. Secondo la ricerca la fiducia nell’Ue ha raggiunto il suo livello massimo dal 2014 e rimane più elevata rispetto alla fiducia nei governi o nei parlamenti nazionali. La fiducia nell’Ue è aumentata in 20 Stati membri e le percentuali più elevate si sono registrate in Lituania (72%), Danimarca (68%) ed Estonia (60%). Inoltre più della metà dei rispondenti “si dichiara prevalentemente fiduciosa” nell’UE in Lussemburgo (59%), in Finlandia (58%), in Portogallo (57%), a Malta e in Svezia (per entrambe il 56%), in Bulgaria e Ungheria (per entrambe il 55%), in Irlanda, Polonia, nei Paesi Bassi e a Cipro (per tutti il 54%), in Romania e Austria (per entrambe il 52%) nonché in Lettonia e Belgio (per entrambe il 51%).

Nell’autunno dello scorso anno la percentuale dei rispondenti con un’immagine positiva dell’Ue (45%) è aumentata in 23 Stati membri dell’Ue e in misura maggiore a Cipro (47%, +11), in Ungheria (52%, +9), in Grecia (33%, +8), in Romania (60%, +8) e in Portogallo (60%, +7). Dall’autunno 2018 è stato registrato un aumento di 2 punti percentuali (+10 dalla primavera 2014): si tratta del livello più alto rilevato negli ultimi 10 anni. Il 37% (+1, rispetto all’autunno 2018) dei rispondenti ha un’immagine neutra dell’Ue, mentre meno di un quinto ha un’immagine negativa (17%, -3): è la percentuale più bassa degli ultimi dieci anni.

La maggioranza degli cittadini europei si dice ottimista sul futuro dell’Ue (61%, +3 punti percentuali), mentre solo il 34% (-3) è pessimista. Le percentuali più elevate di ottimisti si osservano in Irlanda (85%), Danimarca (79%), Lituania (76%) e Polonia (74%). All’estremo opposto, l’ottimismo è meno marcato nel Regno Unito (47% contro il 46%) e in Francia (50% contro il 45%). Anche sulla situazione delle economie nazionali le opinioni positive sono prevalenti, con il 49% degli intervistati che valuta la situazione piuttosto buona e il 47% che, invece, la giudica come negativa. La maggioranza dei rispondenti, in 17 Stati membri, ha affermato che la situazione economica nazionale è buona. Il Lussemburgo (94%), la Danimarca (91%) e i Paesi Bassi (90%) sono i Paesi che presentano le percentuali più elevate. In generale le opinioni positive si osservano in Grecia (7%), Croazia e Bulgaria (per entrambe il 20%), Italia (22%), Spagna (26%) e Francia (29%).

A crescere ad ampio raggio sono la preoccupazione per i cambiamenti climatici e l’Ambiente. Il clima, che nell’autunno dello scorso anno si collocava al quinto posto è ora tra i pensieri principali dopo aver subito un picco (+ 6%) tra ottobre e novembre 2018. Tre cause di preoccupazione registrano percentuali identiche: la situazione economica (18%, percentuale invariata), lo stato delle finanze pubbliche degli Stati membri (18%, -1) e il terrorismo (18%, -2), seguite dall’ambiente, che rappresenta la preoccupazione principale per il 13% dei rispondenti, con un aumento di 4 punti percentuali.

La disoccupazione, che occupa ad oggi la settima posizione a livello europeo (12%), resta la preoccupazione principale a livello nazionale (21%, -2 punti percentuali), insieme a prezzi in aumento-inflazione/costo della vita (21%, percentuale invariata) e a sanità e sicurezza sociale (21%, +1). Ambiente, clima e questioni energetiche seguono a ruota e segnano un forte aumento (20%, +6). L’immigrazione, indicata dal 17% dei rispondenti (-4 punti percentuali dall’autunno del 2018 e -19 dall’autunno 2015), per la prima volta dalla primavera del 2014 non rientra fra le tre preoccupazioni primarie a livello nazionale. L’indagine “Eurobarometro standard – Primavera 2019” è stata condotta attraverso interviste individuali tra il 7 giugno e il 1° luglio 2019 nei 28 Stati membri dell’Ue e nei Paesi candidati. Tra il 7 e il 25 giugno 2019 sono state realizzate 27.464 interviste.

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