Governo Rama, debutta l’housing sociale per i nuovi ceti medi

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Il Premier e la titolare del Dicastero dell’economia, onorevole Delina Ibrahimaj, hanno convocato una conferenza, con i rappresentanti dei mass media, delle amministrazioni locali e del mondo immobiliare e delle costruzioni, con l’obiettivo di introdurre le prossime innovazioni nel campo della politica dell’abitare: da un approccio, rivolto pressoché esclusivamente alle categorie non abbienti o marginali, si passerà a una strategia che trasformerà l’edilizia sociale residenziale in una leva per favorire canoni di locazione calmierati per giovani coppie e professionisti esposti alle eccessive oscillazioni del mercato degli affitti

(Fonte: Scan TV) Da strumento per contrastare i soli picchi di marginalità sociale, a fattore di inclusione abitativa dignitosa dei nuovi ceti medi in difficoltà nell’accesso al settore immobiliare non regolamentato. Il Governo Rama sta predisponendo un cambiamento significativo in settore che, da un modello di intervento puramente assistenzialistico, arriverà a configurarsi come un sistema nazionale integrato di alloggi a prezzi accessibili e convenzionati.

Primo ministro Edi Rama 

Le novità sono state illustrate in occasione della presentazione del Programma nazionale per l’edilizia abitativa, denominato “Rinascimento 2.0”, laddove il Ministro dell’Economia e dell’Innovazione, onorevole Delina Ibrahimaj, ha affermato che “i cambiamenti demografici, l’aumento dei prezzi delle case e lo sviluppo urbano richiedono una metodologia d’azione molto diversa da quelle precedenti e fin qui adottate. Dal 2018 a tutt’oggi, circa 30.000 famiglie, ovvero circa 100.000 cittadini, hanno beneficiato di politiche abitative sussidiate. Durante questo periodo, sono stati erogati prestiti agevolati a 7219 famiglie, mentre gli affitti sovvenzionati hanno favorito 14.512 famiglie e si sono costruite 1058 unità abitative sociali. Inoltre, oltre 6000 famiglie hanno beneficiato di interventi di miglioramento delle proprie unità residenziali”.

Ministro Delina Ibrahimaj 

L’onorevole Ibrahimaj ha tuttavia aggiunto che la realtà odierna è diventata più articolata e complessa: “Il numero delle famiglie è aumentato del 4,7 per cento in 11 anni, mentre la dimensione media dei nuclei familiari è diminuita da 3,9 a 3,2 persone. Parallelamente, i prezzi delle case sono aumentati significativamente, influenzati dall’elevata domanda nelle città e nelle zone turistiche. Perciò, occorre andare oltre le sole categorie vulnerabili, e offrire servizi residenziali dignitosi alle giovani coppie, ai medici, agli insegnanti, agli agenti di polizia, ai giovani che si trasferiscono per lavoro e, più in generale, alla classe media, che necessita di alloggi collocati in un regime che non sia quello del libero mercato delle locazioni”.

Ministro Ervin Demo, enti locali

Rispetto all’ordinamento attuale, alcune delle principali modifiche riguardano il contributo del 3 per cento, dovuto dai costruttori, che confluirà in un fondo nazionale per l’edilizia sociale a prezzi accessibili. Nello stesso tempo, i proventi derivanti dagli affitti e dalle vendite di alloggi a prezzi accessibili saranno reinvestiti nelle politiche pubbliche per il diritto all’abitare. Infine, l’Autorità nazionale per l’edilizia abitativa sarà trasformata in società di diritto pubblico, con la missione di accorpare, indirizzare e rendere efficaci i vari livelli di competenza nella costruzione e gestione di alloggi sociali e a prezzi calmierati.