Il Bersaglio

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183 Il Bersaglio

In ogni numero della “Settimana Enigmistica”, sempre rigorosamente a pagina 28, viene presentato un gioco per risolvere il quale bisogna formare una catena di parole o frasette, legate fra di loro da una combinazione enigmistica (cambio di lettera, scarto, zeppa, anagramma) oppure un legame logico o simile, e questo gioco è il “Bersaglio”.
Più che tante spiegazioni, mi sembra interessante presentare una soluzione, copiata da una vecchia rivista che ho trovato sul tavolo: L’arte gotica – grattacielo – Empire – Empireo – cielo – ciclo – successione – trionfo – fornito – dotato – Dotto – nano – nono – IX – il – articolo – colorati – tinti – Tintin – fumetto – furetto – furbetto – sciocco – schiocco – frusta – frutta.
Come vedete, siamo arrivati alla frutta (ma non secondo il modo di dire), tramite successivi passaggi. Sicuramente non semplice immaginare che “l’arte gotica” è anagramma di “grattacielo”, ma in questo gioco ho trovato anche di peggio… in altri schemi “Paola Turci” si anagrammava in “apicoltura”, così come da “Lago di Nemi” si passava a “medaglioni”.
Recentemente mi sono accorto che anche nel programma “Per un pugno di libri” viene presentato un gioco simile, dal nome “Le relazioni spericolate”. In ogni puntata c’è un libro che funge da tema conduttore, e la parola d’arrivo è il titolo di questo libro, mentre la prima parola è il cognome dell’autore. Vediamo la soluzione cercata in una di queste puntate: Dostoevskij (suo nome) Fedor (anagramma) Fedro (le scrisse) favole (una parte) morale (cambio di consonante) corale (sua caratteristica) coro (elemento cardine) tragedia (è una tragedia) Medea (cambio di vocale) media (plurale/singolare in latino) medium (millanta) magia (aggiunta consonante) magica (sinonimo) incantata (romanzo di Mann) montagna (la scala) alpino (anagramma) Polina (personaggio del romanzo) Il giocatore.
Le regole sono un po’ diverse da quelle presenti nel settimanale citato prima, ma ritengo che solo gli appassionati se ne possono accorgere: la principale differenza è l’equipollenza tra coro/corale e poi magia/magica, non ammessa sulla “Settimana”; in parole povere non sono ammessi passaggi da sostantivo a aggettivo o simili.
Ma a parte questa curiosità, ritengo che questo gioco ci può dare lo spunto per come trascorrere una serata, un viaggio in auto, oppure (in questi momenti) le lunghe giornate a casa con figli e parenti: ognuno deve dire al suo turno una parola che prosegua la catena. Ovviamente le regole si possono adattare, in modo da non mettere in difficoltà i più piccoli, per esempio proibendo termini stranieri; l’importante è riuscire a divertirsi anche senza difficoltà. Se poi uno vuole far colpo sugli amici, può prepararsi degli anagrammi ad effetto, per esempio universo-souvenir, Monte Rosa-astronome, marocchine-maccheroni, cantoniere-centenario, Mare Adriatico-radioamatrice, e la combinazione lunghissima antimilitarismo-matrimonialisti, anche se dubito capiti di riuscire a inserirle…

Giorgio Dendi

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