HomeattualitàIL GIOCO DELLE TRE CARTE DELL'IVA

IL GIOCO DELLE TRE CARTE DELL’IVA

Questa storia dell’aumento dell’IVA che il governo sarebbe coraggiosamente riuscito a “sterilizzare” – cioè ad evitare – in sede di manovra finanziaria perché è riuscito a “trovare le risorse” (circa 20 miliardi), passerà alla storia come una delle più grandi supercazzole di sempre.

Cerchiamo di ricapitolare come sono andate veramente le cose. Per prima cosa il nostro governo si autoimpone il rispetto di un certo rapporto deficit/PIL del tutto arbitrario, cioè senza alcuna giustificazione economica (decisione che possiamo far risalire all’adesione al Trattato di Maastricht). Poi, anni dopo (nella fattispecie al tempo dell’ultimo governo Berlusconi), si autoimpone – attraverso la famosa “clausola di salvaguardia” – che, se non è in grado di tagliare la spesa pubblica e/o alzare le tasse in maniera sufficiente da garantire il rispetto di quel parametro – che, lo ricordiamo, non ha alcuna giustificazione economica – scatterà un aumento automatico dell’IVA (per un valore da definire di anno in anno). Infine, qualche anno dopo ancora (cioè oggi), il governo decide che sarebbe politicamente insostenibile tanto tagliare la spesa e/o alzare le tasse quanto aumentare l’IVA, e quindi semplicemente… non fa nulla: cioè non aumenta l’IVA e non effettua un taglio della spesa e/o un aumento delle tasse di equivalente valore.

Si tratta, ovviamente, della scelta giusta. La cosa paradossale è che il governo presenti come una grande vittoria – se non addirittura come una coraggiosa misura di politica economica – il fatto di aver semplicemente scelto di non rispettare una regola che si era autoimposo (e che potrebbe tranquillamente cancellare) e che comunque di suo non aveva alcun senso, arrivando persino a presentare il fatto di non aver ridotto il deficit nella misura richiesta dalla clausola di salvaguardia (la regola autoimposta di cui sopra) come una misura “espansiva”.

Insomma, un tempo una manovra espansiva era una manovra che immetteva più soldi nell’economia; oggi, invece, basta dire che l’anno prossimo ridurrai il deficit di x miliardi, poi non lo riduci (e ci infili una parola altisonante come “sterilizzazione”) e presenti quegli x miliardi di tagli della spesa e/o aumenti di tasse evitati come un aumento espansivo della spesa!

Geniale, non c’è che dire …..
nota di Thomas Fazi

giornalista per un giorno

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