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Il patrimonio artistico-culturale del Museo Civico P.A.: Garda di Ivrea Le Collezioni Olivetti

Quando, di un lontano passato si trova di fronte non solo uomini ed eventi validi e positivi ma anche cose concrete che li testimoniano, quella generazione vivrà un momento di maturità e di crescita se riuscirà a cogliere appieno la spinta progressista che quello racchiude

Chi furono e cosa fecero gli Olivetti in campo imprenditoriale ad Ivrea, in Piemonte, in Italia ed all’estero è cosa nota e risaputa, di cui qui vogliamo ricordare solo la nascita del primo computer della storia e la grande attenzione produttiva mai anteposta o imposta agli uomini ed alle donne impiegati. Precursori nel mondo marcatamente capitalista di quei duri anni postbellici, prestarono attenzione oltre che ai bisogni primari anche a quelli secondari dei propri dipendenti e pure alle necessità e ai bisogni sociali sorti o creati nel contesto territoriale aziendale.

Ebbene, quella stessa attenzione, oltre ad una grande sensibilità, fu riservata dagli Olivetti – ed è giusto che vengano loro dati pubblico atto e lode – al mondo della cultura e dell’arte, un mondo in quegli anni da pochi ritenuto prioritario per gli interessi di un paese che aveva bisogno prima di tutto di dar da mangiare a sufficienza ai suoi cittadini.

Eccoci quindi giunti ad oggi, a questo scrigno comunale di cui vi vogliamo parlare, che è il Museo Civico Pier Alessandro Garda, situato in piazza Ottinetti, nel cuore della città, custodito nell’edificio trecentesco che fu monastero conventuale dedicato a Santa Chiara, che merita di essere visitato e che racchiude tante piccole perle di storia, costume, monili, usi e testimonianze di vicende locali, territoriali, oltre che opere d’arte e creatività italiana e internazionale, riaperto il 31 gennaio 2014.

Guidato dalla sua preparata, precisa ed efficiente direttrice Paola Mantovani, un gruppo di fortunati visitatori, tra cui noi, venerdì 5 novembre 2021 ha potuto approfondire la conoscenza di quelle ricche e ben organizzate sale.

L’attrattiva e la vitalità di questo museo sono state nel tempo arricchite non solo dalle collezioni Olivetti ma anche, soprattutto, dalla generosa donazione di Lucia Guelpa (opere d’arte e contributi finanziari) e dal sostegno della Compagnia San Paolo e della Regione Piemonte.

Oltre a ciò, tra l’altro, meritano segnalazione il lascito che costituisce la collezione Croff (Abdone Croff, industriale milanese), con una cinquantina di disegni, dipinti, documenti e scritti, e la collezione orientale (Cina, India, Madagascar, Giappone…) proveniente dalle raccolte del conte Francesco Baldassarre Perrone – già collezionista di reperti archeologici – e dell’appassionato orientalista Pier Alessandro Garda (1791-1880, luogotenente napoleonico, cavaliere della Legion d’Onore e comandante in parecchie battaglie, più volte deputato), iniziata nel Settecento e donata alla città nel 1876.

Nella seppur piccola collezione archeologica figurano importanti reperti del territorio e della città non solo di epoca romana – intorno al 100 a.C., ma anche risalenti al basso medioevo; tra essi spicca la “Stele del gromatico”, unica nel suo genere, con la raffigurazione dello strumento utilizzato dai romani per segnare le centurie del territorio. Inoltre, notevoli decorazioni architettoniche, resti di statue in bronzo, imponenti stele scolpite pregevolmente, oggetti rituali legati al culto dei morti… ed un bellissimo bacile longobardo con orlo perlato. Da segnalare la bella composizione lignea in pioppo, di fine Quattrocento, finemente intagliata e decorata, raffigurante l’Adorazione dei Re Magi. Una particolarità/curiosità; un piccolo spazio viene dedicato nel museo alla descrizione della coltivazione – che risale all’epoca romana – di un particolare tipo di valeriana, utilizzata come fissativo nella composizione di profumi.

La mostra La collezione Olivetti è stata promossa dall’Assessore alla Cultura del Comune di Ivrea Costanza Casali, Olivetti e TIM. Ne sono curatrici Paola Mantovani e Marcella Turchetti. Ospitata nel Museo dal 3 luglio 2021 e prorogata fino a domenica 14 novembre, espone opere di alta qualità, per molti anni rimaste chiuse in caveau, e riproposte oggi. Questa raccolta include, tra l’altro, disegni, pitture, acquerelli, stampe, manifesti, litografie, fotografie… di, tra gli altri, De Pisis, Morandi, Mirò, Fontana, Casorati, Levi, De Chirico, Guttuso, Maccari,… il che sottolinea il valore dato soprattutto da Adriano Olivetti alla cultura come fattore di crescita della società. Nomi di artisti come Costantini, Ventrone, Rabuzin, Alechinsky… coinvolti nella realizzazione di agende, calendari, manifesti… richiamano tecniche, esperienze e valori molto diversi tra loro a sottolineare la piena libertà espressiva lasciata agli interpreti di quel tempo dal committente, senza limiti di dimensione o di tecnica (a dire il vero con poco spazio dedicato all’arte informale o astratta).

Chi volesse meglio conoscere la storia della Olivetti non deve fermarsi ad ammirare solo queste meraviglie ma richiedere appuntamenti e visitare anche: al MaAM Museo all’aperto delle architetture moderne olivettiane, posto lungo un percorso di circa 2 km sull’asse di via Jervis, con 7 stazioni informative che illustrano l’impegno della società anche in questo campo; la mostra permanente Cento anni di Olivetti, il progetto industriale (via Miniere, 31, 0125/641238). Il laboratorio-museo Tecnologic@mente, al momneto chiuso per trasloco, propone una ricca e preziosa testimonianza sulla storia di quella importante società, con laboratori rivolti soprattutto alle scuole ed alle generazioni giovanili per stimolarne la creatività.

Non proprio “olivettiana”, merita comunque “un passaggio” l’ex Asilo Olivetti di Canton Vesco, oggi proprietà Telecom Italia, dove ha sede l’Archivio Nazionale Cinema d’Impresa che conserva ben 70mila rulli di film prodotti dalle aziende italiane a partire dai primi anni del Novecento.

E per ben finire… non fatevi mancare nella pasticceria Balla (corso re Umberto, 16, chiude alle 19,30) un thè ed una fetta di “Torta 900”, un goloso dolce creato alla fine del XIX secolo, a base di cioccolato e mascarpone la cui ricetta completa è un segreto dell’autore, Stefano Balla.

Per tutta la durata della mostra, gli orari del Museo Civico saranno i seguenti:

lunedì e festività chiuso

martedì e mercoledì dalle ore 15 alle ore 19

giovedì e venerdì dalle ore 9 alle ore 13 e dalle ore 15 alle ore 19

sabato e domenica dalle ore 10 alle ore 13 dalle 15 alle 19

Al termine della mostra, dal 22 di novembre, gli orari potrebbero subire piccoli cambiamenti.

Ivrea, città industriale del XX secolo, è entrata a far parte del Patrimonio dell’Unesco (54° sito italiano) nei lavori del 42° Comitato del Patrimonio Mondale, il 1 luglio 2018.

La foto è una gentile concessione del Museo Civico

Franco Cortese   Notizie in un click    

giornalista per un giorno

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